Aumenta ancora il prezzo di sigarette e sigari che, in virtù di una proposta di legge elettorale, potrebbe vedere anche un incremento di 5 euro a pacchetto.
Oggi, intanto, scatta il nuovo aumento, come stabilito dalla legge di bilancio. La precedente tranche di rincari risale a meno di un mese fa, il 15 aprile.
L’Agenzia delle Dogane e Monopoli aveva comunicato ieri che «con decorrenza 6 maggio 2026» sarebbe variato il prezzo di alcune marche di tabacchi lavorati. Sul sito dell’Adm è stata oggi pubblicata la determinazione direttoriale che stabilisce le nuove tariffe di vendita per 202 marche di prodotti del tabacco lavorati.
Per quanto riguarda le sigarette ad essere coinvolti sono 9 prodotti di due marchi, Corset e The King, per i quali vengono fissati prezzi compresi tra 5,30 e 5,70 euro a pacchetto, con un aumento di circa 20 cent a pacchetto. Molto più lunga invece la lista delle marche di sigari interessate dai rincari.
La legge di bilancio ha fissato un nuovo calendario fiscale per le accise delle sigarette con incrementi annuali dei prezzi dei singoli pacchetti che partono da una media di 15 centesimi nel 2026 fino a salire a circa 40 centesimi dal 2028.
La campagna “5 euro contro il fumo”
A circa tre mesi e mezzo dal lancio della campagna “5 euro contro il fumo” promossa da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e Fondazione Umberto Veronesi, intanto, sono state raccolte ben 40mila firme, cioè l’80% delle 50mila necessarie per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge.
Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del ministero della Giustizia e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di identità elettronica) o la Cns (Carta nazionale dei servizi).
«Siamo orgogliosi del risultato raggiunto finora, serve un ultimo sforzo per raggiungere quanto prima l’obiettivo delle 50mila firme», affermano i promotori della campagna che, sottolineano, «può portare a una sostanziale riduzione del numero di fumatori in Italia e del costo umano e sociale legato al tabagismo».
Secondo le stime, un aumento di 5 euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo può determinare nel medio periodo una riduzione del consumo complessivo del 37%, con un conseguente calo dell’incidenza di malattie legate al tabagismo.










