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Caso Minetti, Ranucci si scusa con Nordio: «Mi copro il capo di cenere. Sono caduto in eccesso»

«Sicuramente sono caduto in eccesso, mi copro il capo di cenere». Con queste parole il conduttore di "Report", Sigfrido Ranucci, si è scusato con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in relazione al caso Minetti. «Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata», ha affermato Ranucci nella puntata di "Report" andata in onda…
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«Sicuramente sono caduto in eccesso, mi copro il capo di cenere». Con queste parole il conduttore di “Report”, Sigfrido Ranucci, si è scusato con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in relazione al caso Minetti.

«Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata», ha affermato Ranucci nella puntata di “Report” andata in onda ieri, domenica 3 maggio. «Che cosa ho detto? – ha aggiunto – Ho detto: “Siamo sulle tracce di una testimonianza raccolta in queste ore dove una fonte ci ha detto di aver visto Nordio i primi giorni di marzo in Uruguay e di averlo visto nel ranch di Cipriani. Stiamo verificando una pista e quindi la prendiamo col beneficio dell’inventario“. Ora – ha aggiunto -, sicuramente sono caduto in un eccesso, mi copro il capo di cenere. Tuttavia non ho dato una notizia non verificata, ma ho detto: “Stiamo verificando una notizia“, che è una cosa un po’ diversa».

Dopo l’intervento di Ranucci durante la trasmissione “È sempre Cartabianca“, condotta da Bianca Berlinguer su Rete4, secondo indiscrezioni rilanciate dal Foglio il ministro Nordio sarebbe pronto a promuovere un’azione risarcitoria nei confronti del giornalista.

Ranucci, nella trasmissione, ha anche spiegato: «Sento il dovere di informarvi che, davanti all’eventuale denuncia del ministro della Giustizia, rinuncio già da ora ad esporre l’azienda, che gestisce soldi pubblici, a eventuali rischi. Affronterò il giudizio a mie spese…».

Concetto che ha ribadito anche stamattina, a Trani, a margine di un incontro in una scuola. Parlando con i giornalisti, Ranucci ha affermato: «Qualcuno ha fatto trapelare dall’azienda che non avrò la tutela legale, ma io non la voglio, perché non voglio esporre l’azienda che gestisce soldi dei cittadini a dei rischi. Quindi lo faccio in maniera autonoma e vedremo come finirà. Intanto – ha sottolineato – abbiamo fatto il 10,3% e siamo stati la prima trasmissione di informazione, la seconda in generale, quindi tutti i danni reputazionali che qualcuno temeva non ci sono stati o se non altro li abbiamo limitati, perché forse avremmo potuto fare il 12».

La possibile azione risarcitoria di Nordio nei suoi confronti «è sua legittimità, lo faccia», ha detto ancora Ranucci. «Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata, in realtà ho detto che stavamo verificando una notizia, cosa completamente diversa – ha spiegato Ranucci -. È ovvio che c’è stata una strumentalizzazione politica, non da parte mia, però io vado per la mia strada, continueremo a fare giornalismo d’inchiesta».

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