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Sicurezza a Bari, il prefetto Russo dopo le sparatorie in città: «Controlli ci sono. Lavoriamo sulla qualità»

«Ci sono stati alcuni episodi che hanno determinato preoccupazione in città e su cui abbiamo posto particolare attenzione. Ci sono già dei controlli molto forti e incisivi che saranno continuati con particolare intensità, per fare in modo di continuare a far sentire la presenza delle autorità». Lo ha affermato il prefetto di Bari, Francesco Russo,…
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«Ci sono stati alcuni episodi che hanno determinato preoccupazione in città e su cui abbiamo posto particolare attenzione. Ci sono già dei controlli molto forti e incisivi che saranno continuati con particolare intensità, per fare in modo di continuare a far sentire la presenza delle autorità». Lo ha affermato il prefetto di Bari, Francesco Russo, a margine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto stamattina nel capoluogo pugliese.

In città nelle ultime settimane ci sono state tre sparatorie, con tre giovani feriti alle gambe, e domenica scorsa il pregiudicato barese Filippo Scavo è stato ucciso con un colpo di pistola nella discoteca Divine Club di Bisceglie.

Al comitato erano presenti il questore e i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza, oltre al sindaco Vito Leccese che però non ha rilasciato dichiarazioni.

«Più che di rafforzamento dei controlli, abbiamo parlato della qualità dei controlli», ha spiegato il prefetto Russo. «Ci facciamo carico della preoccupazione della gente, ma abbiamo confermato il trend di controlli e azioni che abbiamo già preso, con la massima attenzione», ha aggiunto, sottolineando anche come al momento non sono stati previsti interventi diversi da quelli già in atto per la festa patronale di San Nicola, che si tiene in città tra il 7 e il 9 maggio e vede la partecipazione, ogni anno, di migliaia di fedeli.

Con i gestori dei locali, ha spiegato poi il prefetto, «abbiamo insistito sui metal detector e sulla qualità dei controlli. Riprenderemo questo argomento anche attraverso la sottoscrizione di un protocollo, a cui avevamo già lavorato, e con un confronto diretto per aumentare la qualità e la partecipazione: la sicurezza deve essere partecipata, anche da parte di chi ha la gestione di locali pubblici. Dobbiamo far in modo che nei locali e nelle discoteche non entrino persone armate, ci dobbiamo lavorare tutti. Lo Stato c’è e nel caso specifico di Bari lo dico con grande consapevolezza».

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