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Taranto fa splendere il nuovo “Iacovone” e consegna i Giochi del futuro a Pristina

Taranto saluta la rassegna lasciando idealmente il testimone a Pristina, scelta come sede dei Giochi del Mediterraneo del 2030

Taranto fa splendere il nuovo “Iacovone” e consegna i Giochi del futuro a Pristina

La città dei due mari chiude il sipario sui Giochi del Mediterraneo con una notte che prova a racchiudere, in musica e immagini, l’anima di un’intera manifestazione. Lo stadio Iacovone si trasforma nell’ultima grande arena della XX edizione: sul prato sfilano gli atleti e le delegazioni dei 26 Paesi che hanno preso parte alla competizione, mentre sugli spalti e nel cielo sopra la città prendono forma luci, colori e fuochi d’artificio.È una festa, ma anche un passaggio di consegne. Dopo giorni di gare, medaglie e confronti sportivi, Taranto saluta la rassegna lasciando idealmente il testimone a Pristina, scelta come sede dei Giochi del Mediterraneo del 2030. La cerimonia comincia nel segno della tradizione pugliese.

Una taranta apre lo spettacolo e introduce un viaggio musicale costruito sulle sonorità del Mediterraneo, quasi a ricordare che oltre la competizione resta il filo comune che unisce le comunità affacciate sullo stesso mare. Lo Iacovone, per una sera, non è soltanto uno stadio: diventa il punto d’incontro di culture, lingue e storie differenti. Poi arriva il momento più solenne. Le rappresentanze nazionali fanno il loro ingresso sul terreno di gioco, una accanto all’altra, senza più divisioni dettate dalle classifiche. Per l’Italia sfilano come portabandiera Francesco Condemi, capitano della nazionale di pallanuoto, e la ginnasta Angela Andreoli. Quando risuonano le note dell’inno di Mameli, il pubblico si alza in piedi.

È l’immagine che segna ufficialmente la conclusione della manifestazione. Per gli azzurri, però, la festa ha un motivo in più. Il bilancio sportivo racconta infatti un’edizione da primato. L’Italia chiude in testa al medagliere con 224 podi complessivi: 74 ori, 78 argenti e 72 bronzi. Un risultato che cancella il precedente record italiano, stabilito a Bari nel 1997. Un primato che torna dunque in Puglia, a distanza di quasi trent’anni, e che questa volta porta il nome di Taranto. Alle spalle degli azzurri arriva la Turchia, seconda con 111 medaglie, mentre la Grecia occupa il terzo gradino con 71. Numeri che restituiscono la misura del dominio italiano e che trasformano il bilancio della spedizione in uno dei dati più significativi dell’intera rassegna.

A mettere il sigillo definitivo sulla giornata era stata, poche ore prima della cerimonia, proprio la nazionale di pallanuoto. In finale gli azzurri hanno superato il Montenegro con un convincente 18-14, conquistando l’ultimo oro della spedizione italiana. Una vittoria che ha consegnato alla squadra di Condemi il compito di chiudere simbolicamente il cerchio.E così, mentre allo Iacovone il cielo si illumina per l’ultimo spettacolo pirotecnico, Taranto si congeda dai Giochi guardando già oltre. La XX edizione finisce tra gli applausi, le delegazioni riunite e il pubblico in festa. Il prossimo appuntamento è fissato al 2030, quando sarà Pristina ad accogliere l’eredità di una manifestazione che, per alcuni giorni, ha trasformato Taranto e il territorio in una grande capitale dello sport mediterraneo. Il testimone passa di mano. Ma l’immagine finale resta quella di uno stadio illuminato, delle bandiere dei Paesi partecipanti e di una città che saluta i Giochi con la consapevolezza di aver scritto una pagina importante della propria storia sportiva.