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Brindisi, l’invito di un operaio della centrale di Cerano: «Presidente Meloni venga anche da noi»

«Da 56 manifestazioni di interesse siamo passati a 32 – dichiara Mazzotta – c’è chi, come me, lavora lì da 25-30 anni e, non vediamo concretezza

Brindisi, l’invito di un operaio della centrale di Cerano: «Presidente Meloni venga anche da noi»

«Noi lavoratori della centrale Enel siamo da tre anni nel limbo. Non sappiamo cosa ne sarà del nostro futuro. Invitiamo la presidente Meloni a Cerano». Daniele Mazzotta, operaio della centrale Enel di Cerano, ha inviato una lettera direttamente alla presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, per esporre tutte le problematiche occupazionali riguardanti il sito e invitandola presso lo stesso stabilimento per incontrare i lavoratori. «Da 56 manifestazioni di interesse siamo passati a 32 – dichiara Mazzotta – c’è chi, come me, lavora lì da 25-30 anni e, nonostante l’impegno dell’on. D’Attis, non vediamo nulla di concreto. Forse metteranno in sicurezza gli impianti, ma parliamo di 24 mesi di attività e poi? Siamo in un limbo e non riusciamo ad uscirne». «Tra una settimana compio 53 anni ed ho moglie e due figlie. Per il futuro della mia famiglia ho avuto l’impulso di scrivere una lettera alla Presidente Meloni».

La lettera

«Gentile presidente del Consiglio, onorevole Giorgia Meloni, chi Le scrive è un operaio della centrale Enel di Cerano. Lo faccio con grande rispetto, ma anche con profonda preoccupazione per il nostro futuro lavorativo. Il 4 settembre sarà a Bari per celebrare i quattro anni del Suo Governo. Le chiediamo un gesto importante: allungare la Sua visita fino a Brindisi, alla centrale di Cerano, per incontrare e guardare negli occhi centinaia di lavoratori e le loro famiglie, che da troppo tempo vivono nell’incertezza». Inizia così la lettera inviata alla premier, dove si legge ancora: «Ad oggi non abbiamo risposte chiare sul destino della centrale e dei posti di lavoro. Ogni giorno cresce il timore di perdere il lavoro e di vedere compromesso il futuro delle nostre famiglie, così come quello di un intero territorio che per anni ha contribuito alla produzione di energia per il Paese.

Non Le chiediamo promesse, ma attenzione, ascolto e un impegno concreto. Abbiamo bisogno di sapere quale sarà il futuro di Cerano, quali garanzie saranno previste per i lavoratori e quali prospettive ci saranno per una transizione che non lasci indietro nessuno». E conclude con l’invito e una speranza: «Presidente, venga a Cerano. La Sua presenza sarebbe un segnale importante di vicinanza e di speranza per tutti noi. Confidiamo nella Sua sensibilità istituzionale e attendiamo un gesto che possa restituire fiducia a centinaia di famiglie brindisine».