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La guerra dei fondi per Taranto, sanità e sviluppo nel botta e risposta tra forze politiche

È scontro a Taranto su fondi e progetti, da quelli previsti per legge regionale, destinati al comparto sanità e ai corsi di Medicina a quelli del Governo, passando per i fondi, circa un miliardo e mezzo, raccolti e coordinati dal Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo istituito nel 2015 per la riqualificazione economica, urbana e ambientale dell’area di Taranto attraverso interventi di bonifiche ambientali e infrastrutturali, come per l’area del porto.

Nei giorni scorsi il vicepresidente del Consiglio regionale Renato Perrini FdI ha chiesto chiarimenti sull’uso dei fondi destinati con una legge regionale del dicembre 2023 al Dipartimento biomedico ionico e al corso di laurea in Medicina. All’iniziativa arriva il pieno sostegno del deputato di FdI Dario Iaia, che dice: «È tempo di chiarezza e azioni concrete». Per Iaia «è inaccettabile che, a distanza di tempo, i cittadini tarantini continuino a vivere una realtà segnata da una carenza drammatica di personale medico.

L’interrogazione presentata da Perrini è cruciale per comprendere quali interventi siano stati realmente avviati e quali siano ancora in fase di programmazione. In un momento in cui il territorio necessita di interventi strutturali urgenti, è imprescindibile garantire la massima trasparenza sull’impiego di queste risorse. Pretendiamo risposte chiare su come e quando questi fondi miglioreranno la qualità della vita dei pazienti e degli studenti di Medicina nella nostra città», conclude Iaia.

Corsa ai fondi

È lo stesso deputato meloniano tarantino ad annunciare il provvedimento del governo centrale che assegna risorse per il territorio ionico. Al Comune di Castellaneta sono stati destinati 2,4 milioni per l’adeguamento sismico della scuola Pascoli. Un milione va a Monteparano per opere di urbanizzazione e rete fognaria ed altre risorse sono destinate a Taranto, Martina Franca, Grottaglie, Massafra e Manduria.

La polemica

«Quali sarebbero i nuovi investimenti strategici portati dal governo Meloni per Taranto?» si chiede il senatore tarantino Mario Turco (M5S), sostenendo che «gran parte delle opere e delle risorse oggi disponibili sul territorio derivano ancora dalle scelte politiche e dagli stanziamenti realizzati durante il governo Conte bis» di cui Turco era sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per Turco, il governo Meloni non ha portato nuovi investimenti né costruito una nuova strategia di sviluppo per Taranto. «Al netto della propaganda – dice Turco – i tarantini attendono ancora risposte chiare su questioni decisive: dal miliardo del Pnrr per la transizione energetica, all’alta velocità ferroviaria».

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