La pista ciclabile realizzata nei pressi dell’ospedale Moscati di Taranto ha sottratto posti per i parcheggi di personale sanitario e pazienti. A denunciarlo è il vice presidente del Consiglio regionale pugliese Renato Perrini.
La pista ciclabile, sottolinea il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, è «pressoché inutilizzata» ma «ha sottratto centinaia di posti auto, sostare nei pressi del nosocomio è diventata un’impresa titanica».
Perrini parla di «disagio insostenibile a scapito sia del personale ospedaliero, sia dei pazienti oncologici che devono affrontare lunghi tratti a piedi, a volte anche di un chilometro, per poter accedere alla struttura e sottoporsi a terapie e visite».
Per il vice presidente del Consiglio regionale «la realizzazione di una nuova area parcheggio è diventata un’esigenza non più rinviabile. L’impossibilità, di parcheggiare, in particolare al momento dei cambi turno, sta generando disservizi notevoli. Ne va del funzionamento dell’offerta che all’interno dell’ospedale, invece, procede a pieno regime e in maniera efficiente grazie ad una valida organizzazione sanitaria e all’abnegazione di medici e sanitari».
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia ricorda che negli ultimi hanno ha “suggerito” una soluzione a Regione Puglia e Asl Taranto: «L’idea – spiega – è quella di destinare a parcheggio dei dipendenti l’area retrostante il presidio ospedaliero. Un terreno che, tuttavia, è sottoposto a vincolo paesaggistico per cui è stata chiesta al Comune di Statte la rettifica degli elaborati del Piano paesaggistico territoriale regionale al fine di poter eseguire gli interventi necessari alla realizzazione del parcheggio».
Perrini si rivolge direttamente al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, chiedendo «di intervenire per sbloccare l’iter amministrativo necessario alla realizzazione dei nuovi parcheggi» e all’Asl affinché si faccia «parte attiva per giungere ad una soluzione».
Nel frattempo, conclude Renato Perrini, «tornerò sul posto con il sindaco di Statte, Fabio Spada, e con l’ufficio tecnico del comune per vagliare le procedure e garantire adeguate risposte a operatori sanitari, pazienti che già vivono un calvario e cittadini provati da annosi disagi».










