Home » Taranto » Taranto, operaio 49enne dell’ex Ilva muore all’improvviso: la famiglia chiede verità

Taranto, operaio 49enne dell’ex Ilva muore all’improvviso: la famiglia chiede verità

Il 49enne aveva accusato difficoltà respiratorie e i controlli hanno evidenziato un tumore ai polmoni. L’ipotesi dell’inquinamento industriale

Taranto, operaio 49enne dell’ex Ilva muore all’improvviso: la famiglia chiede verità
Emanuele Boccuni aveva 49 anni ed era dipendente da oltre 25 anni dello stabilimento

Un’altra morte per malattia tra i dipendenti del siderurgico scuote la comunità ionica. Emanuele Boccuni aveva 49 anni ed era dipendente da oltre 25 anni dello stabilimento Ilva di Taranto. Fino a 15 giorni fa viveva una vita serena tra famiglia, lavoro, partite di calcetto con gli amici. Poi un fastidioso e ostinato raffreddore e difficoltà respiratorie. Prima si è rivolto al medico curante, poi all’ospedale. In breve, la drammaticità della situazione è venuta a galla. La diagnosi: un tumore polmonare in stato avanzato. Dopo qualche giorno di ricovero, un uomo forte, sportivo, sempre allegro, si è spento.

Ora la famiglia, i genitori, la moglie e i due figli dell’operaio, si sono rivolti all’avvocato Fabrizio Del Vecchio per fare luce sulle cause della morte, su eventuali omissioni in sede di controlli sanitari obbligatori e per procedere con ogni azione civile, penale e previdenziale (Inail) per la tutela della famiglia e per ristabilire la verità di quanto accaduto.

Sgomento in città

La notizia si è sparsa rapidamente tra i colleghi e gli amici di Emanuele Boccuni. Alla sorpresa per l’improvvisa scomparsa, è seguito un coro di dolore e tanti commenti che in qualche modo chiamano in causa l’inquinamento industriale. Se è vero che non c’è modo scientifico per correlare, cioè per trovare il nesso di causa tra l’insorgenza del tumore polmonare in un paziente e le sostanze eventualmente inalate nel corso della carriera lavorativa, è vero anche che gli studi, come il «Sentieri», confermano che nel Tarantino c’è un’insorgenza maggiore proprio di quei tumori spesso legati all’inquinamento. «Conoscevo molto bene Emanuele e la sua famiglia, una bravissima persona un ragazzo meraviglioso, cordiale disponibile a darti una mano e darti un consiglio senza chiederti nulla in cambio solo per fare del bene, ero un suo carissimo amico ed ex collega dell’Ilva, ci vedevamo una settimana si e una no, anche di più, per prenderci una birra o un caffè giusto per scambiare due chiacchiere o per stare insieme», scrive su Facebook Giovanni, amico e collega dell’operaio scomparso.

«Ora quel brutto male se lo è portato via, sottraendolo alle persone che gli volevano bene. Oggi al suo funerale c’era molta gente, segno che era ben voluto ed apprezzato per quello che era e faceva. Mi mancherai molto Manuele sicuramente da lassù ci guarderai con un sorriso quello che avevi nei nostri confronti e sicuramente proteggerai la tua famiglia, riposa in pace carissimo amico mio».