Dopo aver fatto della lotta allo spopolamento e del riequilibrio territoriale uno dei temi qualificanti della sua azione di governo, Antonio Decaro potrebbe presto ritrovarsi sul tavolo un nuovo dossier destinato ad alimentare il confronto politico in Consiglio regionale. Si tratta della proposta di legge «Restare in montagna», elaborata dall’Uncem, che punta a riscrivere le politiche regionali per le aree interne della Puglia attraverso incentivi economici, nuovi strumenti amministrativi e un fondo dedicato. Un tema che si inserisce nella strategia più volte rivendicata dal governatore: ridurre il divario tra costa ed entroterra, invertire la desertificazione demografica dei piccoli comuni e riportare investimenti nelle zone più fragili della regione.
Decaro ha indicato le aree interne come una delle priorità dell’azione regionale, sostenendo che la competitività della Puglia non può essere costruita solo sulle grandi città e sul turismo costiero. La proposta, presentata a Bari dal presidente nazionale dell’Uncem, Marco Bussone insieme alla coordinatrice pugliese, Giovanna Santacroce, attende ora di essere fatta propria da un consigliere regionale per avviare l’iter legislativo. Il testo introduce un modello nuovo di governance territoriale attraverso la nascita delle Unioni delle comunità montane, organismi destinati a mettere in rete i piccoli comuni senza creare nuovi costi per la Regione. L’obiettivo è superare la frammentazione amministrativa consentendo la gestione associata dei servizi, la valorizzazione del patrimonio forestale e la promozione di un turismo sostenibile capace di generare economia stabile.
Tre gli ambiti territoriali individuati: Subappennino Dauno Nord, Subappennino Dauno Sud e Alta Murgia, le aree che più di altre stanno pagando il prezzo dello spopolamento e dell’invecchiamento della popolazione. Sul piano economico la proposta introduce strumenti concreti. Viene previsto un Fondo regionale per la montagna e le aree interne con una dotazione iniziale di cinque milioni di euro, da integrare con le risorse della programmazione europea Fesr e della Strategia nazionale per le aree interne. Una quota pari al 20% sarebbe destinata alla manutenzione del territorio e al miglioramento della qualità della vita dei residenti. Ma le misure più innovative riguardano il fisco locale e la tutela ambientale: compensazioni economiche riconosciute ai Comuni che ospitano impianti eolici e fotovoltaici per finanziare una riduzione fino al 30% della Tari a favore di chi sceglie di vivere nei comuni montani.
Un incentivo che punta a trasformare le royalties dell’energia rinnovabile in uno strumento di ripopolamento dei borghi. Accanto a questa misura viene previsto anche il trasferimento del 3% della componente tariffaria del servizio idrico alla manutenzione del territorio montano e agli interventi contro il dissesto idrogeologico. A vigilare sull’attuazione della legge sarebbe un Osservatorio regionale dedicato alle montagne e alle aree interne che riferirà periodicamente alla Regione. La Puglia è chiamata a decidere come distribuire le risorse della nuova programmazione europea e del Fondo di sviluppo e coesione e il progetto Uncem potrebbe trovare terreno favorevole.
