La robotica applicata all’architettura in pietra pugliese. Questo è il focus di «Robotomy», il progetto ideato dal Politecnico di Bari che si è aggiudicato il finanziamento del Programma europeo EIC Pathfinder, nell’ambito di Horizon robot. «Robotomy» indagherà, nello specifico, il ruolo della collaborazione robotica nel ripensare la costruzione dei trulli e muretti a secco che da secoli raccontano l’identità della Puglia attraverso la pietra. Il progetto, guidato dal professor Giuseppe Fallacara, ordinario di Composizione Architettonica al Politecnico di Bari, insieme al suo team di ricerca, punta a proiettare una tradizione millenaria direttamente nell’era dell’automazione avanzata e della transizione ecologica.
Seppur si tema che le nuove tecnologie possano far sparire del tutto quelli che sono i lavori manuali, i robot intendono affiancare il lavoro di artigiani ed esperti della pietra così da renderlo più rapido e facile da svolgere. A chiarirlo è stato proprio il professore Fallacara che ha spiegato: «In un’evoluzione futura, la robotica non deve essere vista come una minaccia che cancella il lavoro umano, ma come lo strumento che lo rende ancora possibile. Il braccio robotico si informa e si nutre del sapere del maestro scalpellino e del muratore, trasformandosi nel custode tecnologico di una tradizione».
Il progetto, che sarà portato avanti da settembre 2026 a settembre 2029, occuperà non solo l’equipe del Politecnico, ma anche il Politecnico di Milano che si dedicherà alla prototipazione robotica e ai test fisici System. Le strutture robotiche ideate saranno tre: la prima avrà il compito di progettare e ottimizzare il taglio modulare della pietra, creando blocchi con dimensioni più specifiche per ogni esigenza. Il secondo robot si concentrerà su materiali e fabbricazione. Fallacara ha chiarito:«Grazie al progetto Robotomy, i robot industriali non si limiteranno a tagliare o movimentare blocchi in modo standardizzato, ma eseguiranno il montaggio di sistemi complessi e geometricamente innovativi, replicando la sensibilità statica dei maestri del passato».
Il robot permetterà di realizzare il progetto creandolo in scala tridimensionale. Il terzo infine, punta su automazione e intelligenza artificiale, con lo sviluppo e la validazione del Task Execution Software, un nucleo di intelligenza artificiale capace di coordinare una flotta multi-robot per l’assemblaggio di elementi prefabbricati, riducendo l’intervento manuale e azzerando i possibili errori.
