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Taranto, la salma di Bakari Sako parte domani per il Mali

Taranto, la salma di Bakari Sako parte domani per il Mali

Domani la salma di Bakari Sako, il bracciante 35elle maliano assassinato al termine di un’aggressione da parte di una baby gang composta da 4 minori e due maggiorenni il 9 maggio scorso in piazza Fontana, lascerà Taranto per il Mali con un volo in partenza da Roma. Alcune noie burocratiche hanno rallentato le procedure del rimpatrio del corpo nel suo Paese d’origine.

In patria Bakari è atteso dai genitori, dalle due mogli, entrambe incinte e dagli altri familiari al villaggio. Intanto non si ferma il pellegrinaggio di tarantini e cittadini stranieri che si recano sul luogo dell’omicidio per portare un fiore, un pensiero scritto su un foglietto, dedicato alla vittima. Le spese per il trasferimento del feretro sono state coperte per intero dalla Flai Cgil. E va avanti fino a fine giugno una raccolta fondi (ha raggiunto già 16mila euro) organizzata dall’associazione Babele per fornire un sostegno alle famiglie della vittima.

La città

Mentre il deputato di FdI Dario Iaia ha proposto di intitolare piazza Fontana a Bakari Sako per non dimenticare la sua storia e «promuovere un messaggio di giustizia e solidarietà per una Taranto che è contro la violenza ed il razzismo», domani sarà lutto cittadino a Taranto. Nei giorni scorsi non sono mancate le polemiche contro il Comune, colpevole di non aver subito proclamato il giorno di lutto (come hanno fatto Lecce e Pulsano). Secondo quanto trapelato, l’amministrazione comunale vorrebbe organizzare una manifestazione coinvolgendo gli studenti ed i commercianti. Sul fronte delle indagini, mentre proseguono gli accertamenti tecnici su telecamere di sicurezza del bar dove la vittima ha cercato rifugio e sui cellulari di alcuni degli indagati, i legali di tre minorenni, tra cui quello che ha confessato di aver sferrato le coltellate letali, hanno presentato ricorso al riesame chiedendo misure meno afflittive rispetto al carcere.