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Taranto celebra San Cataldo: il rito de “u’ pregge” apre i festeggiamenti – FOTO

La città dei due mari si ferma per onorare il suo Patrono. Con l'antica e suggestiva cerimonia de "u' pregge", hanno preso ufficialmente il via questo pomeriggio i festeggiamenti in onore di San Cataldo. Nella cornice della Basilica Cattedrale, il simulacro argenteo del Santo è stato consegnato simbolicamente dall'arcivescovo metropolita, Monsignor Ciro Miniero, nelle mani…
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La città dei due mari si ferma per onorare il suo Patrono. Con l’antica e suggestiva cerimonia de “u’ pregge”, hanno preso ufficialmente il via questo pomeriggio i festeggiamenti in onore di San Cataldo. Nella cornice della Basilica Cattedrale, il simulacro argenteo del Santo è stato consegnato simbolicamente dall’arcivescovo metropolita, Monsignor Ciro Miniero, nelle mani del sindaco Piero Bitetti.

Alla solenne cerimonia hanno preso parte le massime autorità civili e militari, tra cui il prefetto Ernesto Liguori, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e la procuratrice Eugenia Pontassuglia, a testimonianza dell’importanza del legame tra la comunità religiosa e le istituzioni.

La processione

Subito dopo il rito in Cattedrale, il baricentro della festa si è spostato sulle acque del Mar Grande. La statua del Santo è stata imbarcata sulla motonave “Cheradi” della Marina Militare presso il molo Sant’Eligio, dando inizio alla tradizionale processione a mare. Ad accompagnare il Santo, una flotta di decine di imbarcazioni civili e militari, mentre migliaia di fedeli si sono accalcati lungo il canale navigabile per assistere al passaggio.

Il cerimoniale ha previsto l’emozionante apertura del ponte girevole e lo spettacolo dei fuochi pirotecnici esplosi dal Castello Aragonese, dove la nave ha attraccato prima del rientro verso la Cattedrale, preludio alla processione a terra in programma per domenica 10 maggio.

Il monito del Vescovo

Oltre la devozione, il messaggio di Monsignor Miniero è stato un forte richiamo all’impegno civile e sociale. L’arcivescovo ha scosso la città con parole nette: «San Cataldo ci spinga fuori dalle secche della paralisi sociale, dall’immobilismo del lamento».

Secondo il pastore della Chiesa tarantina, la comunità deve ritrovare il senso della partecipazione attiva: «La folla ha fame del pane della salute, del lavoro, della giustizia e oggi più che mai della pace», ha aggiunto, sottolineando che il vero miracolo moderno consiste nella «condivisione e nella fraternità». Un invito a sentirsi tutti corresponsabili del benessere altrui per superare le crisi che affliggono il territorio ionico.

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