Digitalizzazione e trasparenza per sbloccare gli investimenti industriali e accelerare il risanamento ambientale. È questo l’obiettivo del nuovo applicativo digitale presentato presso la Prefettura di Taranto dal Commissario straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio, d’intesa con i vertici locali di Confindustria e Confapi, e con il supporto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase).
Il software, già operativo, consentirà a tutte le aziende intenzionate a insediarsi o a espandersi nell’area del Sin (Sito di Interesse Nazionale) di Taranto di conoscere in anticipo e con precisione lo stato di contaminazione dei suoli privati, i passaggi burocratici necessari per la messa in sicurezza e, soprattutto, una stima dei relativi costi di caratterizzazione e bonifica.
«Si tratta di un’azione di supporto concreto chiesta a gran voce dallo stesso mondo dell’impresa», ha spiegato il Commissario Uricchio. Per attrarre nuovi capitali sul territorio, infatti, la certezza economica sui costi di bonifica è un fattore vitale: «Fino ad oggi i potenziali investitori esitavano. Ora le imprese, prima ancora di insediarsi, potranno conoscere quale sarà l’impegno finanziario richiesto per ripulire il sito».
Oltre alla svolta digitale, Uricchio ha annunciato un importante passo in avanti verso la riduzione del vincolo ambientale sul territorio: l’avvio formale della gara d’appalto per il progetto di caratterizzazione finalizzato alla deperimetrazione del Sin. L’operazione ha una base d’asta superiore ai 3 milioni di euro e punterà a certificare la “salute” di un’area di ben 15,5 chilometri quadrati, con l’obiettivo di sottrarla ai rigidi vincoli burocratici del Sin e restituirla pienamente alle attività produttive tradizionali.
All’incontro è intervenuta in collegamento da remoto anche la viceministra dell’Ambiente, Vannia Gava, che ha ribadito la centralità della vertenza ionica nell’agenda dell’esecutivo.
«Le bonifiche rappresentano una priorità assoluta per questo governo perché uniscono tre elementi chiave: la tutela della salute dei cittadini, il recupero dell’ambiente e la restituzione di aree produttive all’economia legale», ha dichiarato Gava. «Grazie a questi nuovi strumenti, Taranto può davvero diventare il modello nazionale per la rigenerazione industriale e ambientale del Paese».
