Home » Taranto » “Reti per Taranto”, la Regione Puglia stanzia15 milioni per innovazione e imprese

“Reti per Taranto”, la Regione Puglia stanzia15 milioni per innovazione e imprese

Ci sono 2,6 milioni per finanziare le domande escluse del bando 2025. I restanti 12,4 milioni consentiranno di riaprire l’avviso entro l’anno

“Reti per Taranto”, la Regione Puglia stanzia15 milioni per innovazione e imprese

Giovani, ricerca, welfare e formazione da una parte. Promozione dell’agroalimentare frenata dalla mancanza di risorse dall’altra. È una seduta di giunta che mette in evidenza luci e ombre dei conti regionali quella presieduta dal presidente, Antonio Decaro, con provvedimenti che puntano su occupazione, innovazione e rilancio industriale, ma che certificano anche le difficoltà finanziarie che iniziano a condizionare alcune scelte strategiche.

Tra le delibere di maggiore peso politico spicca il nuovo intervento per Taranto, dove la Regione rilancia il programma «Reti per Taranto» destinato a sostenere ricerca, innovazione e diversificazione produttiva dell’area industriale.

La giunta ha stanziato 15 milioni di euro aggiuntivi: 2,6 milioni serviranno a finanziare tutte le domande rimaste escluse per esaurimento delle risorse del bando 2025, mentre i restanti 12,4 milioni consentiranno di riaprire l’avviso nel 2026. La novità politica è l’apertura anche alle grandi imprese, che potranno partecipare ai partenariati di ricerca insieme a università e aziende del territorio.

Il primo bando aveva registrato un vero e proprio boom di richieste: 16 candidature con contributi richiesti per oltre 18,2 milioni di euro, superiori alla dotazione iniziale di 15 milioni. Finora sono già stati ammessi a finanziamento undici progetti, mentre un dodicesimo è in fase di valutazione. «La riconversione industriale di Taranto è una priorità della giunta – sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio -. Abbiamo voluto finanziare tutte le proposte valide e riaprire il bando per attrarre nuovi investimenti e rafforzare il rilancio dell’area industriale».

Sul fronte dell’occupazione arriva invece il via libera a 1,26 milioni di euro destinati agli «Investimenti territoriali integrati» per finanziare misure a favore dell’occupazione giovanile, mentre altri 748.800 euro sosterranno nel triennio 2026-2028 il potenziamento dell’istruzione e della formazione professionale, con percorsi innovativi, esperienze all’estero e progetti di orientamento al lavoro. Via libera anche al corso di laurea magistrale in «Diritto e gestione dei servizi sanitari» dell’Università di Foggia, destinato a formare i futuri dirigenti del sistema sanitario regionale, e allo stanziamento di 1,67 milioni di euro del «Fondo nazionale per le disabilità che saranno trasferiti agli «Ambiti territoriali» per finanziare i progetti di vita personalizzati delle persone con disabilità.

Tra i provvedimenti approvati figurano inoltre la classificazione delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile, fondamentale per la tutela della qualità idrica regionale, il calendario delle manifestazioni fieristiche 2027, il rinnovo delle Commissioni provinciali per l’edilizia residenziale pubblica di Bari e Foggia e la conferma dell’adesione della Puglia alla rete europea Polis per la mobilità sostenibile.

A emergere è però anche il rovescio della medaglia. La giunta ha deciso di prorogare il programma di promozione dell’agroalimentare pugliese 2024-2026, rinviando il nuovo piano triennale 2027-2029. Il motivo è esplicito: non ci sono sufficienti disponibilità finanziarie per garantire la copertura degli anni 2027 e 2028. Una scelta che consentirà di salvaguardare la partecipazione delle imprese alle principali fiere internazionali, ma che fotografa le difficoltà di un bilancio regionale chiamato a fare i conti con risorse sempre più limitate.