Il mare mosso, la brezza serale, la magia dei porti pugliesi e la rotta che si delinea all’orizzonte, guidata dal ritmo e dalle parole. Torna a solcare le coste della Puglia “Porto Rubino”, il celebre e visionario festival itinerante ideato e diretto dal cantautore Renzo Rubino.
Giunta alla sua ottava edizione, la kermesse si rinnova proponendo un viaggio musicale articolato in tre tappe tematiche che uniranno musica d’autore, riflessione, club culture ed emozioni notturne.
Taranto, Savelletri e Otranto
La carovana marittima salperà il 14 luglio da Taranto con la serata “Porto Rubino Pensa”. Un appuntamento dedicato al potere delle parole, dove la musica incontra la narrazione profonda. Sul palco si alterneranno voci intense come quelle di Angelica Bove, Carmen Consoli e il duo inedito formato da Concita De Gregorio con Erica Mou.
Il 16 luglio la bussola punterà verso Savelletri (Fasano) per “Porto Rubino Balla”, la tappa più pulsante e “notturna” del festival. Il mare diventerà una cassa di risonanza per unire suggestioni mediterranee ed elettronica, grazie alle performance di Acid Arab, Dardust, Frenetik e Jolly Mare.
Il gran finale è fissato per il 18 luglio a Otranto con “Porto Rubino Canta”, una vera e propria celebrazione della canzone contemporanea e delle nuove traiettorie del pop italiano. I protagonisti saranno Ditonellapiaga, Nico Arezzo, Vale LP e Venerus.
Il ritorno all’essenza e il successo mediatico
Nato da un’intuizione folle ed evocativa – portare la grande musica su caicchi e scogliere al tramonto – negli anni il festival ha ospitato calibri da novanta come Giuliano Sangiorgi, Samuele Bersani, Brunori Sas, Vinicio Capossela e Mahmood. Un format vincente, divenuto un docufilm presentato al Festival del Cinema di Roma nel 2021 e un programma tv su Rai 2 nel 2022.
Oggi, però, l’approccio cambia per ridare ossigeno alla performance live. «Questa edizione ha per me un valore particolare – spiega il direttore artistico Renzo Rubino –. È il frutto di un percorso che ci ha portati a rimettere a fuoco la rotta e a tornare all’essenza del progetto. Quest’anno ogni artista salirà sul palco con il proprio concerto, con set completi, perché sentivamo il bisogno di dare più spazio alla musica, di farla respirare davvero. È come quando, dopo aver attraversato il mare mosso, ritrovi una direzione e capisci che quella è la tua rotta».









