Appello bipartisan, supportato dai sindacati di categoria, per i portuali di Taranto. I deputati Vito De Palma (FI) e Francesca Viggiano (PD) scrivono a governo e Regione per accende un faro sulla vertenza che riguarda oltre 300 lavoratori della Taranto Port Workers, l’agenzia che dopo la fine dell’ex Tct assicurò i portuali in attesa di un rilancio delle attività del porto. La vicenda galleggia da anni ed ora è corsa contro il tempo perché il 31 dicembre scade l’Ima, indennità di mancato avviamento, l’unico sostegno al reddito rimasto a quei lavoratori. La lettera è firmata anche dal presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, dal sindaco di Taranto Piero Bitetti e dal presidente dell’Autorità Portuale Giovanni Gugliotti.
La transizione
Cgil, Csl e Uil, insieme ai due parlamentari tarantini dipingono il clima di incertezze e la necessità di riqualificazione professionale e reinserimento occupazionale degli addetti. Per i sindacati, è una mossa per «smuovere dalle sabbie mobili la vertenza». Ora si chiede al ministero dei Trasporti a che punto è l’iter autorizzativo per il perfezionamento del procedimento e l’autorizzazione per il proseguimento delle attività dell’Agenzia Taranto Port Workers. Condizione indispensabile per concedere ai 307 lavoratori inseriti nell’agenzia di continuare a ricevere l’indennità destinata ad interrompersi con la fine dell’anno. «Senza una proroga, dal 1 gennaio 2027, oltre 300 famiglie saranno senza alcun sostegno».
Le alternative
Per i sindacati, le norme, se ben applicate, consentono alle realtà imprenditoriali di poter attingere a quel bacino di lavoratori, anche per ridurne la platea. Per quei lavoratori sono a disposizione corsi di formazione della Regione finanziati dal «Jtf Portuali», per il reinserimento nelle attività portuali. L’iter attuativo risulta tuttavia ancora in corso e sindacati e parlamentari si augurano una celere conclusione delle procedure, per dare prospettive di sviluppo al porto».
