Lì dove le parole faticano ad arrivare, a trovare un senso a quanto accaduto, vengono in soccorso i fumetti. È così che Leocifero, giovane artista tarantino, ha deciso di affidare ai disegni la rabbia e il dolore per l’assurda morte di Bakary Sako, il bracciante agricolo di 35 anni, originario del Mali, ucciso all’alba di sabato 9 maggio in piazza Fontana a Taranto.
“Oggi Taranto mi sembra più buia che mai“. Scrive Leocifero in una delle vignette che accompagnano il fumetto postato sui propri canali social.
«Sono giorni che non trovo le parole giuste di fronte a questa tragedia e anche a metterne in fila qualcuna mi sembra quasi inutile», spiega il giovane artista. «Lottare ogni giorno per questa città è anche sentirsi svuotati di fronte a eventi che creano un abisso. Ma per non lasciare che questo vuoto sia riempito da chi diffonde odio, prevaricazione, razzismo, tocca tornare lucidi e con più rabbia di prima, per cambiare per sempre una realtà che ci ingabbia prima che nascessimo».
Nei disegni pubblicati su Instagram, Leocifero ritrae Bakary Sako con gli occhi coperti da petali di fiori che vengono sospinti dal vento. E in quei disegni c’è tutta la rabbia e il dolore di una città che cerca la forza di reagire a quanto accaduto e che ieri si è ritrovata in piazza Fontana, nel luogo in cui è stato ucciso il 35enne maliano, per lanciare un segnale forte contro l’odio e la violenza.
