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Omicidio a Taranto, il 15enne che ha colpito Bakary Sako confessa: «Volevo difendere i miei amici»

Omicidio a Taranto, il 15enne che ha colpito Bakary Sako confessa: «Volevo difendere i miei amici»

Il 15enne accusato di aver sferrato le coltellate mortali a Bakary Sako ha confessato. Il ragazzo ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti alla gip del Tribunale per i minorenni di Taranto, Paola Morelli, nell’udienza di convalida del fermo.

Il giovane si è detto «profondamente dispiaciuto» e ha sostenuto di aver agito per paura che i suoi amici potessero subire un’aggressione.

Anche gli altri tre minori fermati hanno reso dichiarazioni spontanee, nelle quali avrebbero dichiarato di non essersi accorti che il 15enne aveva accoltellato Bakary e di non aver notato che perdeva sangue.

Poco prima dell’aggressione, all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto, c’era stata una discussione con la vittima nella piazza.
I tre minori, davanti al gip, avrebbero affermato di aver visto Bakary che aveva iniziato a riprenderli con il telefonino. A quel punto si sarebbero avvicinati e ci sarebbe stata una colluttazione.

Uno dei minori avrebbe sostenuto di aver spinto Bakary che a sua volta avrebbe risposto colpendolo con un pugno in faccia. Poi ci sarebbe stato l’inseguimento verso il bar e il 15enne avrebbe sferrato le coltellate. Bakary sarebbe riuscito a entrare nel bar accasciandosi sul pavimento. Uno dei giovani coinvolti avrebbe detto agli amici che stava fingendo. Poi lo avrebbero portato all’esterno buttandogli acqua in faccia e tentando di alzargli le gambe. Ma per Bakari non c’era più nulla da fare.