Una vera e propria stangata per la tifoseria rossoblù, che non potrà più seguire il Taranto in trasferta. Almeno sino al primo marzo 2027: questo il contenuto del dispositivo emesso dal Ministero dell’Interno e notificato alla società ionica dalla Questura del capoluogo, che naturalmente può solo prenderne atto.
Significa che almeno sino ai novanta minuti con la Vigor Trani del 21 febbraio, i rossoblù dovranno vedersela, senza il supporto dei sostenitori. Trascorsa quella data resterebbero da disputare tre partite lontane dalle mura amiche: Squinzano il 7 marzo, Turisano il 4 aprile e Atletico Acquaviva il 18 dello stesso mese. A queste si aggiungerebbero le eventuali partite dei playoff.
Le motivazioni di un così duro provvedimento trovano spiegazioni nel pericolo che si reiterino certi comportamenti. In particolare il tentativo di aggressione ai danni dei tifosi dell’Udinese diretti a Lecce l’8 febbraio 2026, i disordini provocati dopo l’incontro del 15 febbraio con l’Acquaviva sul neutro di Manduria e l’invasione di campo nel post gara della finale playoff con il Gladiator del 14 giugno.
Un provvedimento pesante che colpisce direttamente il rapporto tra la squadra e la sua gente. La società ha espresso il proprio rammarico, nel massimo rispetto della decisione.
La nota della SS Taranto
Questa la nota stampa pubblicato dalla società: «La SS Taranto comunica di aver ricevuto dispositivo emanato dalle autorità competenti con il divieto di trasferta per tutti i sostenitori rossoblù. Tale provvedimento, che prevede la chiusura del settore ospiti, resterà in vigore sino al 1° marzo 2027. Il dispositivo giustifica il provvedimento per «i gravi disordini avvenuti in occasione dell’incontro di calcio valevole per la finale playoff Taranto-Gladiator del 14 giugno 2026»; per il «concreto rischio di reiterazione di analoghi comportamenti»; perché «la tifoseria del Taranto ha dato già luogo a turbative: a) in occasione della trasferta di Ugento dell’8 febbraio nel tentativo di aggredire i tifosi dell’Udinese diretti a Lecce; b) in occasione della gara casalinga del 15 febbraio 2026 con l’Acquaviva».
La società pur esprimendo il massimo rispetto per le decisioni delle istituzioni, è profondamente rammaricata per questa disposizione, che priva la squadra del fondamentale calore della tifoseria rossoblù lontano dalle mura amiche. Ai tifosi si chiede di continuare a sostenere la squadra, in casa, con una passione ancora maggiore».
