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Da un grande potere deriva grande responsabilità: «Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto?»

La frase dell’Uomo Ragno ben si adatta a chi è stato eletto e deve risolvere la tragedia dell’Ilva di Taranto. Andremo oltre le parole?

Da un grande potere deriva grande responsabilità: «Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto?»

Andrea fa riferimento all’ordine della Corte d’Appello di Milano che per ragioni ambientali e sanitarie legate all’amianto e alle polveri sottili ha decretato la chiusura dell’area caldo dell’ex Ilva. Andrea è malato. È affetto da una rarissima patologia per la mutazione di un gene.
Ormai è assodato che l’inquinamento dell’Ilva di Taranto ha portato una vera e propria strage. I dati e le stime ufficiali che trovo sul web parlano di malformazioni congenite, 600 bambini sono nati con queste malformazioni tra il 2002 e il 2015. Dati che parlano anche di tumori pediatrici che superano le medie nazionali.

«Ci si frantuma l’anima», mi dicono al Taranto Calcio

A Milano ci sono 1.364.144 abitanti e ci sono circa 35 casi di tumori pediatrici, a Taranto che ha 184.613 abitanti se ne contano circa 20.
I ricercatori parlano anche di una mortalità generale e stimano migliaia di decessi complessivi, circa 11.550 in sette anni, tutti attribuiti all’inquinamento. Tutto falso?

Andrea ha solo 11 anni, ma si è reso conto che ha davanti a sé, a Taranto, in uno spazio che occupa quasi 50% di tutta la città, un grande nemico. La sofferenza è palpabile ovunque: «Da noi ospitiamo spesso bambini malati, colpa dell’Ilva, vengono, ma molti non ritornano mai più allo stadio. Quando sappiamo di loro ci si frantuma l’anima», mi dicono al Taranto Calcio.

“Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto?”

E la domanda a Decaro di Andrea è molto chiara: “Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto? Noi piccoli tarantini abbiamo paura di diventare angeli”. Già, angeli, così sua madre ha spiegato ad Andrea che i bambini che non ci sono più sono diventati angeli, ma Andrea non vuole diventare un angelo, anzi ha paura di diventare un angelo: “Ho visto i bambini che hanno perso i capelli e altri che non ho più visto”, scrive a Decaro. Come si fa a non rispondere a questa domanda?

Un sindaco che non lo ha mai incontrato

E questa domanda Andrea l’aveva già rivolta tempo fa all’allora sindaco di Taranto di cui non scrivo il nome per pura pietà: “Quel sindaco mi aveva promesso che un giorno mi avrebbe incontrato, ma poi non l’ha mai fatto”. Già, un grande potere implica grandi responsabilità e così, Andrea, grazie anche a sua madre, non si è perso d’animo e ha scritto a Decaro e l’ha invitato a incontrare gli avvocati che per lui ormai sono come zii. “Li incontrerai? A te non importa?”, chiede a Decaro.

Decaro, fortunatamente, ha risposto

Decaro, dopo aver visto il videomessaggio, ha contattato la famiglia e parlato direttamente con il ragazzo. Ha risposto: “Ho ascoltato le parole di Andrea dalla sua voce diretta. Perché quando leggi quelle parole così accorate, anche se sai che non hai la diretta responsabilità di quello che sta accadendo, non puoi voltarti dall’altra parte. Mi piacerebbe che lo stesso facesse chi oggi può e deve dare risposte a Taranto, sull’ex Ilva e sul futuro di una comunità che per troppo tempo è stata sacrificata, a cominciare dal governo”.

E ha aggiunto: “Caro Andrea, mi rivolgerò a te come ho fatto questa mattina al telefono. Perché quando un cittadino pugliese chiama, il presidente deve rispondere”.

Ci devono aiutare a combattere i mostri

Il Presidente Puglia porterà con sé il 21 agosto la lettera di Andrea per metterla nelle mani delle rappresentanti del governo. Ci saranno Mattarella e la Meloni. E ha scritto: “Ci devono aiutare a combattere i mostri e a trovare un lavoro per tante altre persone i cui figli devono continuare a vivere a Taranto senza avere paura di respirare”.

È importante che Decaro non si sia girato

Decaro fa riferimento all’inaugurazione dei ventesimi Giochi del Mediterraneo di Taranto che si terranno (dal 21 fino al 3 settembre) allo stadio Erasmo Iacovone, un’eccellenza riconosciuto in tutto il mondo, e dove appunto sono stati invitati il Presidente della Repubblica Segio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.

È importante che Decaro non si sia girato dall’altra parte. Certo è che sia il presidente della Repubblica sia Giorgia Meloni sono ben consci di quello che sta accadendo a Taranto da sempre, parlo di decenni, visto che l’acciaieria è stata fondata nel 1960, prima come Italsider, a Taranto.

Si possono giustificare circa 11.550 decessi in sette anni?

Posso capire che è difficile decidere la chiusura di uno stabilimento come l’Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, che conta circa 8000 dipendenti, mi dicono. A questi si aggiungono circa 1600 lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria e un indotto stimato tra i 5000-7000 unità, per cui intorno all’Ilva a Taranto lavorano circa 15.000 addetti. È ovvio che è difficile trovare una soluzione di fronte a questi numeri, ma possono giustificare circa 11.550 decessi complessivi, in sette anni? Certo si fa presto a scrivere come me, e chiedo scusa se offendo qualcuno, ma chi se la sente di rispondere alla domanda di Andrea: “Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto?“ dicendo «Perché ci guadagniamo, tanto i padroni e la dirigenza, meno chi ci lavora e si ammala pure, ma ci mantiene la famiglia, i figli, paga il mutuo”.

Taranto potrebbe trasformarsi in una specie di Eldorado

Imprenditori visionari pugliesi mi dicono che sono certi che Taranto, città di mare, potrebbe trasformarsi in una specie di Eldorado se non avesse l’Ilva, puntando su altri settori che potrebbero dare altrettanto lavoro e soprattutto benessere e salute ai propri cittadini. «La sola la bonifica che durerebbe anni darebbe da lavorare ad almeno 50% di questi lavoratori. Tenuto conto che molti di loro andranno in pensione in tempi non lunghi». Calcolato anche le spese ospedaliere, l’assistenza e la cassa integrazione a cui si è ricorsi in questi anni, forse, con un’amministrazione più oculata, si potrebbero trovare altre vie per risolvere il problema. Ma ripeto, si fa presto a scrivere, e richiedo scusa. Ma non si può far finta di non aver letto al lettera di Andrea.

I bambini di Taranto sono figli di un Dio minore?

Purtroppo, a volte l’interesse è più forte e cancella anche il diritto alla salute di cittadini come Andrea, ennesima vittima di uno stillicidio infinito. La brava giornalista Sandra Amurri durante un suo intervento televisivo ha La7 ha detto su Taranto: “Si parla del 54% in più di mortalità per tumori infantili rispetto al dato regionale… C’è una correlazione forte tra l’inquinamento… A Taranto i bambini non vivono una condizione normale, a Taranto le scuole sono sotto i camini dell’Ilva… Allora mi chiedo: quel concetto che dice prima la salute e poi tutto il resto che oggi ci sentiamo ripetere… Perché per i bambini di Taranto non vale? Sono figli di un Dio minore?”.

L’Ilva ha reso ricchi imprenditori che non hanno mai vissuto a Taranto

L’Ilva ha reso ricchi, anzi ricchissimi, tanti imprenditori, che conosco e vivono in ville bellissime al Nord, mandano i figli a studiare a Londra e quando hanno avuto grane con l’Ilva ci sono rimasti per non essere arrestati, imprenditori che nemmeno hanno mai vissuto a Taranto. Certo, ripeto, l’Ilva ha permesso a migliaia di tarantini di lavorare e di mantenere le proprie famiglie, ma ad un prezzo altissimo e di fronte al quale non si può trattare.

Il presidente Sergio Mattarella è un uomo dall’anima grande

Però ormai non ci si può più girare dall’altra parte e Andrea e la sua lettera arrivano come un pugno nello stomaco alle istituzioni. Il presidente Sergio Mattarella è un uomo dall’anima grande e trasparente, che è a capo di una bellissima famiglia, è un padre, un nonno amorevole, che oltre al bene di un’intera nazione ha messo al primo posto il bene della sua famiglia come fanno i componenti dell’Associazione genitori tarantini. Anche Giorgia Meloni al di là di qualsiasi appartenenza politica, al di là che possa piacere o non piacere, è una donna per bene che ama la sua famiglia, sua madre, sua sorella e soprattutto sua figlia Ginevra, che sovrasta incondizionatamente qualsiasi altra sua passione.

Sì, Presidente Meloni, il potere implica responsabilità

In un suo famoso discorso, Giorgia Meloni ha citato proprio l’Uomo Ragno, con la frase che ho usato per aprire questo articolo: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, e lo ha detto per sottolineare il valore dell’equilibrio, del senso del dovere nei ruoli di potere. Cara Presidente del Consiglio, forse un bambino di 11 anni ci può insegnare molto di più di quello che non hanno voluto imparare tanti politici. Perché tenere il mostro ancora aperto?