Il Just Transition Fund (Jtf), «nato durante il Governo Conte II nell’ambito del progetto “Cantiere Taranto“, avrebbe dovuto guidare una grande riconversione sostenibile integrando bonifiche, sanità, innovazione, lavoro, ricerca, infrastrutture e nuova manifattura. Oggi, invece, il Governo Meloni rischia di trasformarlo nell’ennesimo contenitore di bandi scollegati e procedure amministrative prive di una visione industriale alternativa».
Lo afferma il vice presidente e responsabile delle Politiche economiche e fiscali del Movimento 5 stelle, senatore Mario Turco, denunciando «assenza di una direzione strategica unitaria, governance debole, frammentazione degli interventi e totale mancanza di una vera politica di riconversione industriale green per Taranto».
Turco definisce «gravissimo che rispetto ai circa 796 milioni originariamente assegnati a Taranto, manchino chiarimenti sul definanziamento di circa 50 milioni di euro e sull’effettiva disponibilità delle risorse. Il ministro Urso – sottolinea – avrebbe dovuto assumere un ruolo centrale nella costruzione di un nuovo modello produttivo per il territorio. Ad oggi manca ancora una strategia credibile e alternativa alla monocultura siderurgica fossile».
Il vice presidente del Movimento 5 stelle evidenzia che «Taranto non ha bisogno di nuove dipendenze energetiche fossili o di interventi spot. Ha bisogno di bonifiche vere, tutela della salute, acciaio green, innovazione, ricerca, manifattura avanzata e lavoro qualificato. Per questo diciamo no al rigassificatore e sì a un grande Piano strategico industriale capace di sviluppare nuove filiere produttive ad alto valore aggiunto legate a: siderurgia a idrogeno verde; meccanica per eolico offshore; navalmeccanica green; automazione industriale; intelligenza artificiale industriale; microelettronica applicata; tecnologie strategiche europee».
Per Turco «le grandi transizioni industriali europee sono state guidate da forti strategie pubbliche nazionali. A Taranto, invece, continuano ancora a prevalere confusione, frammentazione e assenza di governance. La provincia ionica non può permettersi di perdere anche questa occasione storica».
