Laddove per decenni è sorto lo spettro industriale della Fibronit, simbolo di inquinamento e dolore per l’intera città, oggi sorge una distesa di oltre 400 giovani alberi. Procedono a pieno ritmo i lavori per la realizzazione del Parco della Rinascita a Bari. Questa mattina il sindaco Vito Leccese, insieme agli assessori Domenico Scaramuzzi (Cura del territorio) ed Elda Perlino (Ambiente), ha effettuato un maxi-sopralluogo nel cantiere per fare il punto sull’avanzamento dell’opera insieme a chi, per anni, ha lottato per questa trasformazione: i rappresentanti del Comitato Cittadino ex Fibronit.
L’ambizioso progetto da oltre 16 milioni di euro – finanziato per la fetta più consistente (12,5 milioni) dai fondi PNRR dedicati alla rigenerazione urbana e per 3,5 milioni dalla Regione Puglia – si estenderà su una superficie di oltre 14 ettari. Un’opera imponente che fungerà da cerniera verde per ricucire tre storici quartieri della città: Japigia, Madonnella e San Pasquale.
Ecco cosa ospiterà il parco
I dati emersi dal sopralluogo confermano che il cantiere è entrato ufficialmente nella sua fase finale: le opere infrastrutturali e civili sono infatti completate al 90%. I prossimi passi riguarderanno il completamento degli impianti di irrigazione e la costruzione delle ultime strutture architettoniche.
Il parco non sarà solo un bosco urbano, ma un centro di aggregazione sociale polivalente. Al suo interno troveranno spazio:
- L’Anfiteatro “Maria Maugeri”: cuore culturale del parco, intitolato alla storica ambientalista barese.
- Sport e tempo libero: un’area basket, un playground, uno skate park, una zona fitness e un bocciodromo.
- Aree tematiche: il giardino delle piante aromatiche mediterranee (di cui è già pronto il basamento), due piazze scenografiche (“piazza d’acqua” e “piazza yin e yang”), un’area giochi per bambini, un chiosco e un’area cani recintata.
La rivoluzione verde che cancella l’amianto
Se le piogge degli ultimi mesi hanno costretto i tecnici a rimodulare parzialmente i calendari, dall’altro hanno favorito l’attecchimento dei primi 420 alberi ad effetto pronto (sui 451 previsti). Da martedì prossimo partirà invece la massiccia fase di forestazione urbana.
A regime, il Parco della Rinascita ospiterà l’incredibile cifra di 140mila esemplari tra alberi e arbusti (tra cui 1.300 alberi da forestazione, 51mila arbusti e oltre 71mila piante tappezzanti). Una barriera naturale che, oltre a regolare il deflusso delle acque piovane, sarà capace di assorbire 700 tonnellate di CO2 all’anno, restituendo ossigeno a una zona a lungo martoriata.
«Il parco continua a prendere forma e stiamo correndo velocemente verso l’ultimo miglio», ha commentato visibilmente soddisfatto il sindaco Vito Leccese. «La restituzione dell’area della ex Fibronit sotto forma di oasi verde è la risposta più alta e nobile che la nostra comunità potesse dare alla propria storia e alla memoria delle vittime».
Un’emozione condivisa a pieno da Nicola Brescia, presidente del Comitato cittadino ex Fibronit Bari, che ha espresso il sentimento di una fetta di cittadinanza che non ha mai smesso di crederci: «Ogni volta che torniamo in questo posto è difficile trovare le parole giuste per descrivere la nostra gioia. Ricordiamo i momenti difficili del passato, le battaglie legali e le paure; vedere questo parco crescere oggi ci ripaga di ogni sforzo».
Il parco, che sarà interamente coperto da rete Wi-Fi e sorvegliato da un moderno impianto di telecamere h24, si prepara così a vivere il suo ultimo capitolo di cantiere prima dell’attesissimo taglio del nastro.


