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Il futuro dell’Arlotta, stop del vicesindaco di Grottaglie: «Giù le mani dallo Spazioporto»

L’amministrazione comunale non intende fare nessun passo indietro sia sul rilancio che passa dall’aerospazio, sia sull’apertura ai voli civili

Il futuro dell’Arlotta, stop del vicesindaco di Grottaglie: «Giù le mani dallo Spazioporto»

Grottaglie torna al centro della partita strategica più ambiziosa del Mezzogiorno: lo «spazioporto». Un’infrastruttura da 70 milioni di euro, già finanziata ma ancora sospesa tra potenzialità globali e incertezze operative dopo il passo indietro della società americana «Virgin Galactic», che aveva solo avviato un’intesa non vincolante per i voli suborbitali.

Eppure, sul territorio nessuno sembra disposto a considerarlo un progetto archiviato. «Noi ci impegneremo al massimo affinché i fondi siano confermati e soprattutto restino qui», afferma il vicesindaco di Grottaglie, Vincenzo Quaranta, durante la presentazione del festival della Ceramica.

Quaranta si dice pronto a difendere la vocazione aerospaziale dello scalo ionico. «Lo spazioporto rappresenta un’opportunità straordinaria: Grottaglie è il primo spazioporto europeo e può aprire un asset economico decisivo non solo per la città e la provincia, ma per l’intero Paese». Una visione che va oltre la suggestione tecnologica e si intreccia con la crisi industriale del territorio tarantino. «È una struttura strategica – aggiunge Quaranta – che può risollevare un’area segnata dalla crisi dell’ex Ilva, creando nuove filiere produttive, occupazione qualificata e attrazione di investimenti internazionali».

Non solo spazio: l’aeroporto «Marcello Arlotta» resta infatti pensato come hub multifunzionale, tra cargo, voli civili e attività aerospaziali. Sul piano infrastrutturale i lavori non si sono fermati. «L’aerostazione è in fase terminale e sarà presto operativa – spiega il vicesindaco – mentre la pista è già utilizzabile per charter e per i Giochi del Mediterraneo». Un segnale che il progetto, almeno sul piano tecnico, non è mai stato realmente abbandonato. Ma la partita ora si sposta a Roma.

Mentre la Regione Puglia valuta possibili soluzioni per rilanciare il dossier, il confronto politico si accende sull’apertura dei voli civili. Un’altra questione bloccata nel pantano della burocrazia. Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Mario Turco,rintuzza il governo Meloni: «Dai parlamentari del centrodestra non è arrivata alcuna proposta concreta per aprire l’aeroporto ai voli civili. Solo silenzio e immobilismo». Turco rilancia la battaglia parlamentare: «Al Senato ripresenteremo gli emendamenti. Non si può parlare di programmazione senza risorse, norme e personale. L’aeroporto di Grottaglie deve diventare operativo per i voli di linea: è un diritto del territorio, non una bandiera politica». E apre anche a un compromesso istituzionale: «Siamo pronti a sostenere qualsiasi iniziativa utile, anche del governo, purché porti a risultati concreti».