In attesa di quella autunnale, per ora la pioggia è solo quella di infortuni che negli ultimi giorni si è abbattuta sulla squadra biancorossa. A memoria si fa fatica a trovare un avvio di stagione così in salita in tema di tenuta fisica dei calciatori, soprattutto in un momento dell’annata sportiva nel quale uno dei principali obiettivi è trovare continuità sul piano atletico. La situazione è resa ancora più particolare dalla quasi totale assenza di informazioni della società di calcio pugliese sulle condizioni dei tesserati, tenendo fede ad una linea in netta antitesi rispetto al principio teorizzato dal direttore generale Pierpaolo Marino, che in sede di conferenza di presentazione, aveva annunciato una comunicazione da «palazzo di cristallo».
Emergenza in difesa
Al momento sono quattro più uno i calciatori in infermeria. Fuori ancora per almeno tre settimane i due terzini sinistri Celli e Burgio, vittime di non meglio precisati infortuni muscolari. Non benissimo nemmeno Mantovani, uscito all’intervallo di Sorrento-Bari. La sensazione è che non si tratti soltanto di un «affaticamento», come spiegato da Rastelli dopo la gara a Picerno. Il capitano biancorosso salterà quasi certamente la prossima gara casalinga contro il Cosenza, in calendario sabato alle 17,30. Si tenterà il recupero del centrale di difesa romano in vista della spedizione a Salerno. Mistero sulle condizioni di Vicari. Una decina di giorni fa il tecnico di Torre del Greco aveva annunciato il rientro in gruppo del difensore, operato in estate al ginocchio. La situazione ad oggi non è affatto chiara. Da poche e frammentarie informazioni pare che l’ex capitano non potrà essere disponibile né per la partita contro i calabresi, né in vista del match successivo all’Arechi. Rastelli sarà dunque costretto a reinventare la linea difensiva, con i soli Cocetta e Mane disponibili tra le alternative. Giallo anche su Gomez. L’attaccante sembra che continui ad avvertire fastidi muscolari dopo i carichi di lavoro. Le valutazioni in vista di un possibile utilizzo sabato saranno dettate soprattutto dalle sensazioni dell’italo-argentino.
La curiosità
Fa specie che mentre, da un lato, il Bari ha deciso di blindarsi, «sacrificando» la trasparenza sull’altare di presunte «questioni di privacy», motivazione addotta di recente dal dirigente sportivo avellinese per giustificare l’indirizzo comunicativo sugli infortuni, proprio ieri il Napoli abbia fatto chiarezza, attraverso un bollettino medico ufficiale, sulle condizioni di Anguissa, rivelando lo stop del centrocampista camerunese a seguito di «esami strumentali svolti presso il Pineta Grande Hospital che hanno evidenziato una lesione miofasciale di basso grado dell’adduttore lungo della coscia destra». In sostanza la doppia velocità tra la prima e la seconda squadra della Filmauro tocca non soltanto questioni di bilancio e ambizioni ma anche il modo di gestire i due club sul piano mediatico. Un fattore che potrebbe essere sinonimo di indipendenza gestionale, le cui sfaccettature più negative, tuttavia, si riversano quasi sempre sulla Ssc Bari.
Il muro
Dall’inizio della stagione la linea intrapresa dal dg biancorosso è a dir poco intransigente: zero informazioni su infortuni, lista dei convocati diramata soltanto nel giorno delle partite, anche a pochissime ore dal match, come accaduto prima di Sorrento-Bari, pretattica in conferenza, allenamenti sempre a porte chiuse, con finanche il recinto dell’Antistadio coperto da teloni per impedire a tifosi o altri avventori e curiosi di sbirciare le sessioni di lavoro sul campo. A tutto ciò si aggiunge anche il perenne silenzio stampa di Luigi De Laurentiis. L’amministratore unico della Ssc Bari ormai è completamente sparito dai radar del capoluogo pugliese: la sua ultima apparizione pubblica in conferenza risale al 18 dicembre 2025. Da allora nessun altro punto stampa, nemmeno dopo la rovinosa retrocessione in Serie C; solo un’intervista «rubata» il 22 giugno scorso a Roma, in occasione dell’assemblea elettiva della Figc.
