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Taranto calcio, Francesco Losavio si prende la scena: un gol che premia la sua pazienza

L’attaccante rossoblù ha atteso il proprio spazio senza mai tirarsi indietro: ingressi a gara in corso, allenamenti e sacrificio

Taranto calcio, Francesco Losavio si prende la scena: un gol che premia la sua pazienza
L’attaccante del Taranto, Francesco Losavio (foto di Walter Nobile)

Losavio, il gol che premia la pazienza. Una rete, per un attaccante, non è mai soltanto un gesto fine a sé stesso. È una liberazione, una conferma, a volte il premio per settimane di lavoro lontano dai riflettori. Per Francesco Losavio, quello arrivato domenica scorsa a Maglie ha avuto un significato ancora più profondo: è stato il riconoscimento alla pazienza, al sacrificio e alla capacità di aspettare il proprio momento senza mai smettere di crederci.

Appena tre giorni prima, Losavio aveva già lasciato il segno in Coppa Italia con l’Ostuni, ma il campionato, al momento, è un’altra storia. Losavio ha saputo aspettare. Anche quando è stato costretto a partire dalla panchina, anche quando è stato costretto ad entrare a gara iniziata, anche quando il momento sembrava non arrivasse mai. A Maglie è arrivato quel momento. Un attaccante vive per il gol e Losavio lo sa bene, ma sa anche che dietro una rete ci sono corse, allenamenti, panchine accettate con professionalità, momenti in cui bisogna stringere i denti e continuare a lavorare.

Un leader silenzioso

È proprio questa la sua forza: non fa proclami, non cerca scorciatoie, non ha bisogno di raccontare ciò che vuole fare. Preferisce dimostrarlo sul campo. E chi lo conosce sa quanto il calcio rappresenti per lui qualcosa di più di un semplice mestiere. È sacrificio quotidiano, passione, dedizione. È la voglia di migliorarsi e di essere utile alla squadra, qualunque sia il ruolo o il minutaggio. Anche quando bisogna soffrire, anche quando bisogna aspettare. Tutto per il bene della squadra, anche lasciare spazio agli altri.

L’anno scorso sono state 22 le reti messe a segno. Un numero che racconta già molto delle sue qualità e della sua familiarità con il gol. Nonostante i numeri gli diano ragione, Losavio ha scelto la strada del lavoro silenzioso. Nessuna promessa, nessun proclama, nessuna cifra da mettere in copertina. Soltanto una certezza: continuare a lavorare. E forse è proprio questo l’aspetto più bello della sua storia. Perché un attaccante può avere bisogno del gol, ma prima ancora ha bisogno della fiducia. Della pazienza. Della consapevolezza che prima o poi arriverà il proprio momento.

A Maglie quel momento è arrivato. E il gol può essere soltanto l’inizio. Losavio non promette numeri, non dice quanti gol farà. Non ne ha bisogno, perché chi ha visto le 22 reti dell’anno scorso, chi conosce la sua fame e la sua voglia di calcio, sa che Francesco continuerà a cercare la porta. E la troverà ancora.