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Fondi Jtf a Taranto, Confapi contro il blocco delle richieste di accesso

I numeri sono significativi: ai bandi hanno risposto 137 imprese per un volume complessivo di investimenti pari a 275 milion

Fondi Jtf a Taranto, Confapi contro il blocco delle richieste di accesso

Dopo i Pia e MiniPia regionali, dopo la sospensione delle misure dedicate al turismo e dopo migliaia di imprese rimaste in attesa di una risposta, la storia si ripete. Questa volta nel cuore della transizione industriale italiana. La decisione della giunta Decaro di sospendere la ricezione delle domande per i Pia e MiniPia finanziati attraverso la misura «Just Transition Fund» accende la protesta del mondo produttivo e apre un nuovo fronte politico attorno alla gestione delle risorse europee destinate a Taranto.

La motivazione ufficiale è l’overbooking delle richieste. I numeri sono significativi: ai bandi hanno risposto 137 imprese per un volume complessivo di investimenti pari a 275 milioni di euro e una richiesta di contributi pubblici che raggiunge i 167 milioni. Una corsa agli incentivi che certifica la voglia di investire delle aziende del territorio ma che, al tempo stesso, mette in evidenza l’insufficienza delle risorse disponibili rispetto alla domanda. Per evitare che la protesta degeneri, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Eugenio Diciascio, ha annunciato un pacchetto compensativo da 120 milioni di euro destinato al microcredito per le piccole imprese e al rafforzamento di un fondo di garanzia a sostegno delle aziende impegnate nella transizione energetica. Una misura che però non sembra aver placato le preoccupazioni del tessuto produttivo.

Durissima la reazione di Confapi Taranto che parla di una scelta «inaccettabile e pericolosa”. Secondo l’associazione degli imprenditori, il blocco è arrivato nel momento peggiore, quando molte aziende stavano ultimando la documentazione necessaria per partecipare ai bandi dopo aver investito tempo e risorse nella progettazione degli interventi. Da qui la richiesta alla Regione di riaprire i termini e concedere almeno trenta giorni aggiuntivi per consentire alle imprese già in fase avanzata di completare le procedure. La vicenda assume una portata ancora più rilevante perché non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi mesi la Regione ha già dovuto sospendere i Pia e MiniPia ordinari e le misure dedicate al turismo per mancanza di coperture finanziarie adeguate. Sul tavolo resta un fabbisogno superiore al miliardo di euro e migliaia di imprese pugliesi che attendono di sapere se potranno accedere agli incentivi richiesti. Un copione che alimenta dubbi sulla capacità della programmazione regionale di sostenere la domanda di investimenti proveniente dal territorio.

A rendere ancora più incandescente il confronto è poi la questione dell’ampliamento dei codici Ateco ammessi ai benefici del Just Transition Fund. La Regione continua a respingere l’ipotesi di allargare la platea delle imprese beneficiarie, richiamando presunte indicazioni restrittive provenienti da Bruxelles. Una posizione contestata dalle opposizioni, che ricordano come nell’area del Sulcis, in Sardegna, anch’essa destinataria delle risorse JTF, siano stati adottati criteri più ampi per favorire l’accesso ai finanziamenti. Nel frattempo non mancano le polemiche sulla destinazione delle risorse già assegnate.

Tra i progetti finanziati figurano infatti studi odontoiatrici e studi professionali di progettazione, attività che secondo i critici avrebbero un legame assai tenue con gli obiettivi strategici del fondo europeo, nato per accompagnare la decarbonizzazione dell’industria, la riconversione economica del territorio, le bonifiche ambientali e la transizione energetica dell’area ex Ilva. Da qui l’affondo delle opposizioni. «È uno schiaffo alla città», attacca il consigliere regionale di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia, che punta il dito contro quella che considera l’ennesima promessa mancata nei confronti di Taranto. Il confronto politico approderà il 17 giugno in Commissione, dove la Regione sarà chiamata a chiarire le ragioni della sospensione e lo stato effettivo delle risorse disponibili.