Home » Taranto » Stop all’area a caldo dell’ex Ilva, Decaro a Meloni: «Servono decisioni immediate per tutelare la salute dei cittadini»

Stop all’area a caldo dell’ex Ilva, Decaro a Meloni: «Servono decisioni immediate per tutelare la salute dei cittadini»

Un’iniziativa che risponde direttamente al decreto dei giudici milanesi che impone lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo entro novanta giorni, minacciando di travolgere il tessuto economico e sociale della città

Stop all’area a caldo dell’ex Ilva, Decaro a Meloni: «Servono decisioni immediate per tutelare la salute dei cittadini»

Di fronte allo strappo giudiziario firmato dalla Corte d’Appello di Milano, le istituzioni del territorio ionico e regionale serrano i ranghi e chiedono un intervento coordinato da parte dell’Esecutivo. Nella serata di oggi, lunedì 27 luglio, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano e il sindaco del capoluogo ionico Piero Bitetti hanno diffuso una nota congiunta per sollecitare la convocazione immediata di un tavolo interministeriale a Palazzo Chigi.

Un’iniziativa che risponde direttamente al decreto dei giudici milanesi che impone lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo entro novanta giorni, minacciando di travolgere il tessuto economico e sociale della città.

Un fronte comune tra Regione ed enti locali

La posizione emersa dal vertice tra i rappresentanti territoriali punta a superare le divisioni per gestire una crisi politica e industriale che rischia di precipitarsi drammaticamente sui lavoratori e sulla cittadinanza.

«Il decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la sospensione dell’attività produttiva nell’area a caldo richiama tutti ad un’azione di responsabilità e di collaborazione istituzionale. Ciascuno per le proprie competenze deve fare quanto è in proprio potere per mettere in campo una soluzione che, nel rispetto delle decisioni della magistratura, dia una prospettiva alla città di Taranto e ai lavoratori coinvolti», sostengono Decaro, Palmisano e Bitetti.

Gli enti territoriali si dicono pronti a sedersi al tavolo delle trattative con il Governo centrale per individuare misure concrete e tempestive, capaci di coniugare il rigore ambientale con le garanzie sul piano del lavoro.