Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si dice «molto preoccupato» per la situazione dell’ex Ilva in seguito alla sentenza del Tribunale di Milano che, a partire da agosto, impone di spegnere le aree a caldo dello stabilimento di Taranto.
La decisione dei giudici «cambia tutto» e «riscrive le regole del gioco», afferma il ministro, sottolineando che «ha un impatto anche sulla continuità produttiva e sull’occupazione».
Urso ne ha parlato a margine dell’evento “IA e Lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità“.
Se la sentenza dovesse influire sul negoziato per la cessione, «non ci sarebbero le condizioni» neanche l’erogazione del prestito ponte.
Urso annuncia che «nelle prossime ore mi confronterò con i commissari straordinari dell’ex Ilva che hanno dovuto necessariamente comunicare anche attraverso la pubblicazione nella data room a Flacks i contenuti della sentenza, e quindi devono aspettare le valutazioni anche dell’acquirente. Nelle prossime ore avrò un quadro più completo».
Sull’ex Ilva, prosegue, «riferirò in Parlamento nell’audizione già programmata. E io credo che occorra riferire ai sindacati nei luoghi degli incontri che abbiamo svolto in passato e quindi a palazzo Chigi», dichiara il ministro. Sulla data della convocazione, «è una decisione che non posso prendere io perché questo dossier è giustamente competenza complessiva di palazzo Chigi», aggiunge spiegando che l’autoconvocazione dei sindacati per il 9 marzo è avvenuta «prima della sentenza del tribunale» che «cambia tutto».










