Ieri i lavoratori della fabbrica d’acciaio hanno incrociato le braccia. Lo sciopero, indetto dal Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb, ha interessato i tre turni di lavoro per otto ore. La mattinata è iniziata con un’assemblea dalle 7 alle 9, la giornata è proseguita con lo sciopero. In un migliaio in corteo hanno bloccato anche la statale 7 per circa un’ora.
«La prima iniziativa di mobilitazione è riuscita» sostengono i rappresentanti sindacali che annunciano «se non arriveranno risposte continueremo a scioperare per rivendicare salute, ambiente e lavoro». Tutti insieme, i lavoratori di AdI in as, Ilva in As e appalto, hanno voluto lanciare un messaggio chiaro al Governo che oggi incontra a Roma le organizzazioni sindacali.
La situazione
Dopo quattordici anni la vertenza Ilva non ha ancora trovato una soluzione. Decreti e interventi della magistratura non hanno ancora portato ad una soluzione definitiva che coniughi lavoro e salute. «Nell’incontro di oggi al Mimit – spiegano i sindacalisti – porteremo sul tavolo le nostre proposte. Misure straordinarie per la continuità occupazionale e salariale insieme all’estensione dei benefici previdenziali da amianto, al prepensionamento, ai lavori usuranti, all’incentivo all’esodo e la prospettiva industriale legata ad un processo di decarbonizzazione attraverso l’intervento pubblico».
E sulla decisione della Corte d’Appello di Milano «disponendo lo spegnimento dell’area a caldo della fabbrica ha messo in realtà in evidenza una condizione che denunciamo da tempo» dichiara Giovanni D’Arcangelo, segretario generale Cgil Taranto «nello stabilimento non sono stati fatti i giusti interventi per metterlo in sicurezza. Adesso chi paga? I lavoratori? Chiediamo un piano di sicurezza nazionale che metta al riparo i 20mila lavoratori che operano nell’intero perimetro dell’ex Ilva. Il problema si risolve con il lavoro, con una prospettiva industriale, con uno stabilimento che sia totalmente decarbonizzato».
«Ci vogliono misure straordinarie per i lavoratori – invoca Francesco Brigati, segretario generale Fiom Cgil – il rispetto dell’ambiente e della salute ma anche per un diritto costituzionale, il diritto al lavoro. Dal 26 luglio 2012 aspettiamo la transizione ecologia che ancora non è arrivata. È tempo di agire. Serve un intervento pubblico da parte del Governo che garantisca la transizione e misure straordinarie per tutti i lavoratori del gruppo».
Intanto stamattina a Roma c’è il tavolo tecnico interministeriale con le organizzazioni sindacali, come concordato nell’ultimo incontro a Palazzo Chigi. Alla riunione parteciperanno i rappresentanti della Presidenza del Consiglio, dei ministeri dell’Economia, dell’Ambiente, del Lavoro e degli Affari europei, oltre a Invitalia e ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria. Domani invece, sempre a Roma alle 10, il Tavolo Taranto e alle 12 l’incontro con Confindustria, Federacciai e Federmeccanica e la partecipazione delle principali imprese siderurgiche nazionali.
