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Fitto milionario per il Teatro Petruzzelli di Bari

La relazione attribuisce un valore di circa 52 milioni di euro e quantifica in 1 milione e 90 mila euro l’anno l’indennità di occupazione

Fitto milionario per il Teatro Petruzzelli di Bari

Una valutazione destinata ad alimentare il già complesso contenzioso sul teatro Petruzzelli e ad aprire nuovi scenari economici e giudiziari. È quanto emerge dalla consulenza tecnica d’ufficio disposta dal giudice civile del Tribunale di Bari, Giuseppe D’Amore, nell’ambito di un procedimento collegato a un’esecuzione immobiliare riguardante la quota di una delle eredi Petruzzelli, Vittoria Messeni Nemagna. La relazione tecnica attribuisce ai locali teatrali un valore stimato di circa 52,75 milioni di euro e quantifica in 1 milione e 90 mila euro l’anno l’indennità di occupazione dell’immobile.

La cifra rappresenta la media tra un valore locativo di 1,19 milioni di euro, ricavato dalla stima patrimoniale del bene, e un reddito netto figurativo di circa 990 mila euro annui, elaborato sulla base della documentazione contabile, dei bilanci e delle tariffe prese in esame dai consulenti. Si tratta di una valutazione che potrebbe assumere rilievo nel procedimento ancora pendente davanti alla Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello di Bari del novembre 2021. Quel provvedimento aveva riconosciuto la proprietà del Teatro agli eredi Petruzzelli e qualificato l’occupazione dell’immobile da parte del Comune di Bari e della Fondazione lirico-sinfonica come priva di valido titolo, disponendone anche il rilascio. La decisione, tuttavia, non è definitiva proprio perché sottoposta al vaglio della Suprema Corte.

Secondo la tesi sostenuta dagli eredi, qualora il verdetto d’appello venisse confermato, la nuova perizia potrebbe incidere sulla quantificazione delle somme richieste a titolo di indennità per gli anni di utilizzo del Teatro e per il periodo successivo. Un importo che risulterebbe notevolmente superiore rispetto al cosiddetto «canone ponte» di circa 150 mila euro annui ipotizzato in passato dal Comune in attesa della definizione del giudizio. La consulenza contiene anche un’altra valutazione destinata a far discutere. Se il solo complesso teatrale viene stimato oltre 52 milioni di euro, l’intero edificio che ospita anche il Circolo Unione, la storica pasticceria e gli altri locali commerciali potrebbe raggiungere, secondo le considerazioni formulate dalla parte proprietaria, un valore prossimo agli 80 milioni di euro, avvicinandosi alla soglia dei 100 milioni ipotizzata in passato dal legale degli eredi, l’avvocato Ascanio Amenduni.

Resta inoltre sullo sfondo la questione del Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2002, che prevedeva un corrispettivo annuo di 500 mila euro per quarant’anni. Un accordo la cui efficacia è da tempo oggetto di contenzioso e che sarà anch’esso esaminato nell’ambito del giudizio di legittimità. La partita, dunque, resta aperta. L’attesa è ora tutta per la decisione della Cassazione, dalla quale dipenderanno non solo gli assetti proprietari del principale teatro cittadino, ma anche le eventuali ricadute economiche per gli enti pubblici coinvolti in una vicenda che continua a rappresentare uno dei capitoli giudiziari più delicati della storia amministrativa barese.

Alla luce di questa perizia commissionata da tribunale resta appesa una questione di non secondaria importanza legata a come si stanno preparando sul piano logistico e pecuniario agli eventuali esiti sfavorevoli del giudizio di cassazione, in considerazione del fatto che Comune e Fondazione, sono stati qualificati come «occupanti abusivi dei locali teatrali» e condannati al suo rilascio dalla sentenza della corte d’Appello di Bari di novembre 2021. Certamente dopo le quantificazioni peritali i due enti non potranno essere o dichiararsi colti alla sprovvista, neppure in ordine ai rispettivi accantonamenti di bilancio.