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Ex Ilva, il giorno della Cassazione sul futuro dell’area a caldo: sul tavolo l’ipotesi rinvio

I legali dei resistenti solleveranno due questioni: l’opportunità del parere espresso dall’avvocato Birritteri e i tempi per esaminare le memorie

Ex Ilva, il giorno della Cassazione sul futuro dell’area a caldo: sul tavolo l’ipotesi rinvio
La Corte di Cassazione

L’appuntamento è fissato per le 10 di questa mattina, ma sull’udienza in Cassazione relativa alla vicenda Ilva si addensa l’incognita di una possibile richiesta di rinvio. A sollevare la questione potrebbero essere gli avvocati dei resistenti, Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano, che potrebbero sottoporre alla Suprema Corte due distinti profili, chiedendo una valutazione sulle condizioni in cui si arriva al confronto giudiziario.

Le possibili motivazioni

Il primo potrebbe riguardare l’opportunità del parere espresso dall’avvocato Birritteri. Secondo quanto pubblicato da L’Edicola, ieri, al centro dell’attenzione vi sarebbero i rapporti professionali intercorsi tra il legale e l’ex ministro della Giustizia Angelino Alfano, socio dello studio BonelliErede, che rappresenta i ricorrenti.

Birritteri sarebbe stato in passato uno stretto collaboratore dell’ex guardasigilli. Una circostanza sulla quale i difensori dei resistenti potrebbero invitare la Procura generale della Cassazione a valutare la ricorrenza dei motivi dell’astensione per opportunità del Procuratore generale e all’avvocato generale Birritteri, “per gravi ragioni di convenienza”, chiedendo di interrogarsi, e valutando se tale legame possa porre una questione di opportunità rispetto alla formulazione del parere.

Il secondo fronte, invece, riguarda i tempi di accesso agli atti difensivi. Il termine ultimo per il deposito delle memorie dei ricorrenti era fissato per lo per 13 di sabato scorso, data e ora data entro la quale gli scritti sarebbero stati presentati. Tuttavia per problemi tecnici legati al caricamento, questi avrebbero consentito alla controparte di visualizzare la documentazione soltanto ieri, a meno di ventiquattro ore dall’udienza. È proprio su questo intervallo temporale che si concentra la contestazione: un margine considerato troppo ristretto per studiare adeguatamente il contenuto della memoria, valutarne le implicazioni e predisporre eventuali controdeduzioni. La questione, quest’ultima, dunque, non riguarderebbe il rispetto formale della scadenza per il deposito, ma la concreta possibilità per la difesa avversaria di conoscere gli atti in tempo utile.

Lo scenario

Due questioni distinte, che potrebbero intrecciarsi nella decisione preliminare della Suprema Corte. L’eventuale decisione di un rinvio on è scontato: spetterà ai giudici valutare la fondatezza delle eventuali richieste e stabilire se procedere con l’udienza secondo il calendario previsto oppure concedere più tempo alle parti.