Avrebbero prestato denaro con tassi di interesse che arrivavano al 1.260% annuo le quattro persone arrestate a Terlizzi dalla Guardia di finanza con le accuse, contestate a vario titolo, di usura, estorsione, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e abusiva attività finanziaria.
In carcere sono finiti il 47enne Graziano Baldassarre, il 52enne Renato Berardi e il 47enne Paolo Ficco, ritenuto vicino al clan Dello Russo. Il 26enne Nicola Ficco, figlio di Paolo, è stato posto agli arresti domiciliari.
Stando a quanto ricostruito nel corso delle indagini i presunti usurai avrebbero prestato soldi a persone indebitate a causa del gioco o a piccoli imprenditori in difficoltà, applicando interessi annui oltre il mille per cento.
I finanzieri hanno anche sequestrato beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie del valore di oltre 700mila euro e tre società.
L’indagine, partita dalla denuncia di una delle vittime, avrebbe fatto luce su «un’articolata rete di prestiti usurari praticati ricorrendo ad atti di intimidazione ed estorsivi». Alcune delle vittime sarebbero state persone affette da ludopatia che «sistematicamente», spiega una nota della Guardia di finanza, avrebbero «reinvestito i soldi in slot machine installate in locali commerciali gestiti dai presunti usurai», oppure artigiani che «non potendo più accedere ai tradizionali canali del credito, erano costretti a chiedere prestiti pagando tassi di interesse variabili tra il 60% e il 1.260% annuo».
In un caso è emerso che un imprenditore sarebbe stato «minacciato e schiaffeggiato», mentre un’altra vittima sarebbe stata costretta «a stipulare un contratto preliminare di vendita della sua abitazione a beneficio di un prestanome».
Gli indagati sono complessivamente 14, tra i quali ci sono i presunti prestanome accusati di autoriciclaggio e altre quattro persone rispondono di favoreggiamento.