Home » Taranto » Ex Ilva: il parere di Birritteri e il legame passato con Alfano, socio dei legali dei ricorrenti

Ex Ilva: il parere di Birritteri e il legame passato con Alfano, socio dei legali dei ricorrenti

Alla vigilia dell’udienza in Cassazione, sotto i riflettori finiscono i precedenti rapporti tra l’avvocato generale e l’ex Guardasigilli

Ex Ilva: il parere di Birritteri e il legame passato con Alfano, socio dei legali dei ricorrenti
Il “Palazzaccio”, sede della Corte di Cassazione (foto di repertorio)

Il futuro dell’ex Ilva si gioca nelle aule della Cassazione, ma alla vigilia dell’udienza del 20 ottobre il confronto sul destino dello stabilimento di Taranto si arricchisce di un nuovo elemento: i rapporti professionali e istituzionali che fanno da sfondo al parere della Procura generale contrario alla sospensione dell’area a caldo.

Al centro c’è Luigi Giuseppe Birritteri, avvocato generale della Suprema Corte, il cui passato al ministero della Giustizia durante il mandato di Angelino Alfano torna sotto i riflettori. L’ex Guardasigilli è oggi partner dello studio legale BonelliErede, nel quale operano anche professionisti che assistono Ilva nella controversia.

Una concatenazione di circostanze che solleva interrogativi sull’opportunità e sull’eventuale necessità di verificare possibili profili di astensione, senza che i rapporti ricostruiti costituiscano, di per sé, prova di incompatibilità o di condizionamenti.

Nel merito, il parere depositato in vista dell’udienza delle Sezioni Unite contesta l’ordinanza con cui la Corte d’Appello di Milano ha disposto la sospensione dell’area a caldo. Secondo la Procura generale, non sarebbero stati individuati con sufficiente precisione pericoli gravi e attuali tali da giustificare una misura tanto incisiva.

Nel documento vengono messi in discussione anche alcuni criteri di valutazione dell’impatto sanitario e ambientale, compresi quelli relativi alla dispersione delle fibre di amianto. Altro punto decisivo è il rischio che un fermo di 90 giorni degli altiforni si traduca, nei fatti, in uno spegnimento definitivo, con conseguenze irreversibili per la produzione. Il parere non vincola i giudici, chiamati a pronunciarsi sulla controversia.

La Procura generale, pur sostenendo le ragioni delle società sul merito dello stop, non accoglie invece l’eccezione relativa al difetto di giurisdizione del giudice civile. Ma è la ricostruzione dei precedenti istituzionali a rendere la vicenda particolarmente delicata. Nel 2008, dopo l’arrivo di Alfano al ministero della Giustizia, Birritteri assunse l’incarico di vice capo di Gabinetto. Nel settembre dello stesso anno fu nominato alla guida del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, ruolo mantenuto fino al 2014, anche dopo la fine dell’esperienza ministeriale di Alfano nel luglio 2011. Entrambi originari di Agrigento, condivisero dunque una fase significativa dell’amministrazione giudiziaria. Il collegamento con il presente passa dalla carriera dell’ex ministro, entrato in BonelliErede nel 2018 come of counsel e diventato partner nel gennaio 2021. Nello stesso studio figurano Giuseppe Lombardi, Albero Villa e Lazare Vittone, indicati tra gli avvocati che hanno sottoscritto il ricorso per Cassazione per Ilva.

La coincidenza di questi percorsi non basta, da sola, a dimostrare la necessità di una astensione per motivi di opportunità: per valutare eventuali obblighi di astensione occorrono elementi specifici sui rapporti effettivamente rilevanti e sulle norme applicabili. La decisione sul futuro dell’area a caldo resta ora nelle mani dei togati della Cassazione. Parallelamente, l’intreccio tra incarichi passati, ruoli professionali e difesa delle parti pone una questione di trasparenza che, per essere affrontata correttamente, richiede verifiche documentali e valutazioni circostanziate.