«Le sentenze sono sentenze, valgono per tutti e la sentenza mi sembra assolutamente chiara con l’ordine della chiusura dell’area a caldo, è questo è un fatto su cui stiamo ragionando, domani (oggi, ndr) c’è un incontro con i sindacati, ma questo è un fatto che stravolge – se vogliamo dirla tutta – una fase di cessione che era abbastanza avanzata direi prossima alla definizione con la controparte e che in questo momento cambia completamente le condizioni della vicenda». Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti commentando in conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri la sentenza di Milano.
Nella seduta del Consiglio dei Ministri è stata comunque confermata la tranche di 100 milioni di euro all’amministrazione straordinaria dell’Ilva, che si va ad aggiungere alle precedenti, l’ultima a maggio di quest’anno. «Era stato concepito prima della sentenza di Milano, prevede ulteriori 100 milioni a favore dell’amministrazione straordinaria di Ilva per completare il percorso di cessione delle attività da circoscrivere alle attività a freddo che erano in fase di avanzata definizione e che adesso dovranno essere aggiornate in base alla sentenza che è intervenuta».
Quanto all’ipotesi di un intervento pubblico, Giorgetti taglia corto: «Direi che bisogna leggere la sentenza. Non è che se ci sono problemi di salute cambia la questione se il soggetto che produce e inquina è privato o pubblico».
