Mentre a Roma i rappresentanti del governo incontravano quelli degli enti locali per fare il punto sulla difficile situazione dell’ex Ilva, a Taranto i lavoratori hanno improvvisato un flash mob con fumogeni ed uno striscione sul quale era sarcasticamente rievocato lo slogan dei Giochi del Mediterraneo: Embrace the future. E se il governo appare ancora speranzoso di realizzare al posto dei vecchi altoforni, ormai in spegnimento, un polo moderno senza carbone, con forni elettrici, il sindaco di Taranto Piero Bitetti ed il presidente della Regione Antonio Decaro, hanno chiesto impegni chiari, una legge speciale per Taranto, bonifiche e investimenti per compensare gli imminenti esuberi.
La posizione del Governo
Al tavolo, a cui hanno partecipato i ministri Urso, Pichetto Fratin, Foti, Calderone, il sottosegretario Sbarra ed il Consigliere per i rapporti con le parti sociali Caldoro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha spiegato ai rappresentanti di Regione, Provincia, Comuni di Taranto e Statte e delle associazioni datoriali che la situazione resta complessa ma che l’esecutivo non è rassegnato, «bensì orientato al rilancio in una visione d’insieme che guardi non solo all’ex Ilva, ma all’intera area di Taranto».
Mantovano ha garantito un tavolo permanente per l’area di Taranto, in stile «terra dei fuochi». In caso di conferma del provvedimento di chiusura dell’area a caldo stabilito dai giudici, l’esecutivo nazinoale guarda a misure di carattere sociale per affrontare le ricadute occupazionali e a progetti di reindustrializzazione (ci sono 170 ettari teoricamente liberi) per riassorbire manodopera dell’ex Ilva e dell’indotto in esubero.
Le richieste degli Enti
Per evitare che l’attuale crisi metta a rischio la tenuta sociale della città, il sindaco di Taranto Piero Bitetti chiede al governo agevolazioni per chi è prossimo alla pensione o per chi ha lavorato esposto ad agenti inquinanti, investimenti concreti per far crescere economie alternative, come le energie rinnovabili, che possano riassorbire la forza lavoro; il potenziamento del porto, in linea con il Piano Mattei, trasporti e collegamenti di qualità per favorire il turismo, l’avvio concreto delle bonifiche, la crescita dell’offerta formativa universitarie e dei progetti di ricerca. «Sono estremamente preoccupato dallo scenario perché ne sono state sottovalutate le conseguenze», ha detto il primo cittadino, chiedendo una legge speciale per Taranto, «perché il tempo a nostra disposizione è davvero terminato».
Anche Decaro, non soddisfatto delle «risposte parziali» ricevute, spinge per la legge speciale per Taranto, che aiuti il porto a diventare hub eolico offshore e incentivi insediamenti industriali con sgravi fiscali e decontribuzioni pluriennale per chi assume operai diretti o dell’indotto. Per il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano: «salute dei tarantini e lavoro sono le stelle polari».
