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Ex Ilva, non c’è solo il tema ambientale: il Mimit dimentica la questione sicurezza

L’ultimo caso riguarda un operaio della Semat Engineering, impresa che opera nel sito siderurgico, rimasto ferito ad un piede

Ex Ilva, non c’è solo il tema ambientale: il Mimit dimentica la questione sicurezza

Non c’è solo al questione occupazionale o ambientale a tenere banco in queste ore per il futuro dell’ex Ilva. Giovedì sera è tornata alla ribalta anche la questione sicurezza nell’impianto siderurgico tarantino. Un tema che ha consegnato pagine tristemente note alla cronaca con una lista di operai deceduti o rimasti gravemente feriti. L’ultimo caso riguarda un operaio della Semat Engineering, impresa che opera nel sito siderurgico, rimasto ferito ad un piede mentre svolgeva la propria attività sul piano di colata dell’Alto forno2.
Secondo quanto riferito dai sindacati l’incidente, per fortuna senza conseguenze gravi per l’operaio, sarebbe stato causato dalla movimentazione di un muletto con il piede destro del lavoratore che sarebbe rimasto schiacciato sotto la ruota anteriore sinistra del mezzo. L’operaio è stato soccorso e trasferito in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto per gli accertamenti e le cure necessarie.

I precedenti

Gli ultimi casi riportano le lancette dell’orologio all’inizio dell’anno, con due vittime in un mese e mezzo e che richiamano alla memoria il tragico episodio che hya visto protagonista Loris Costantino, 36 anni, operaio della ditta di pulizie Gea Power, precipitato nel vuoto mentre effettuava operazioni di pulizia di un nastro trasportatore nell’area agglomerato, «a causa del cedimento di un grigliato». Un cedimento tristemente ricorrente nel sito siderurgico tarantino, come ne caso dello scorso 12 gennaio quando, a perdere la vita a causa del cedimento di un grigliato sotto ai suoi piedi, in Acciaieria 2, è stato Claudio Salamida, 46enne impiegato da oltre 20 anni nello stabilimento.

L’attesa

Mentre all’ex Ilva si succedono morti e infortuni, si resta tutti in attesa della ripresa dei colloqui al Mimit e magari di una soluzione per l’acquisizione dello stabilimento. Dopo al delusione dei colloqui romani, si resta con l’orecchio teso al 10 agosto, quando il presidente di Federacciai Antonio Gozzi ha convocato il comitato di presidenza per valutare possibili progetti per l’ex Ilva di Taranto. Gozzi è tra i sostenitori della soluzione «italiana» per il siderurgico e sollecita un impegno degli imprenditori nazionali «che deve però prescindere da alcune condizioni, tra cui quella di un impegno condiviso dell’intero Sistema Italia».
E sul fronte politico si anima il confronto che il deputato Filippo Melchiorre (FdI) che attacca il presidente della Puglia sulla decarbonizzazione: «Decaro sembra Alice nel paese delle meraviglie» e sorprende che « dopo aver sostenuto al chiusura dell’area a caldo, oggi chiede il ricorso in Cassazione e una nuova Aia»