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Carceri, la Puglia è prima in Italia per sovraffollamento di detenuti

L’Italia è messa molto male e la Puglia detiene il poco invidiabile record nazionale di sovraffollamento (+180%)

Carceri, la Puglia è prima in Italia per sovraffollamento di detenuti
(Foto di repertorio)

Se dalla condizione delle persone detenute si misura il grado di civiltà – non solo giuridica, di uno Stato – l’Italia è messa molto male e la Puglia detiene il poco invidiabile record nazionale di sovraffollamento (+180%). Sono più di 64mila le persone recluse nelle carceri italiane (il 4% è donna) a fronte di 51.265 posti dichiarati dall’autorità penitenziaria. Livelli che non si registravano dal 2013 quando il nostro Paese fu condannato dalla Corte Europea con la famosa sentenza pilota “Torreggiani” che stabilì la violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che vieta i trattamenti inumani e degradanti. Sono solo alcuni dei numeri del diciasettesimo rapporto “Tutto Chiuso” di Antigone, organizzazione non governativa che dal 1999 si occupa della tutela dei diritti umani, presentato ieri a Bari nella sede dell’associazione La Giusta Causa.

All’incontro, moderato da Noemi Cionfoli, osservatrice regionale di Antigone, hanno partecipato il garante per la persone detenute della Regione, Piero Rossi; la presidente di Antigone Puglia, Maria Pia Scarciglia; il direttore dell’Uoc Medicina Penitenziaria dell’Asl di Bari, Nicola Buonvino; la presidente de La Giusta Causa, Giulia Spadafina; il consigliere comunale, Michele Laforgia; il garante per le persone detenute del Comune di Bari, Luigi Pannarale. Nel suo videomessaggio introduttivo il presidente nazionale di Antigone, Patrizio Gonnella, ha spiegato che «non solo aumentano le presenze in carcere, ma questo avviene in un contesto che diventa meno accessibile alla comunità esterna e in cui i detenuti passano sempre più tempo in cella (almeno 18 ore al giorno), senza attività lavorative e ricreative. E le condizioni di chi in carcere ci vive o ci lavora si fanno sempre più insostenibili».

Numeri sempre più allarmanti

Ma il sovraffollamento non è l’unico problema. In una delle estati più torride di sempre, le celle hanno registrato temperature superiori ai 40 gradi. In inverno invece c’è il problema opposto a causa di scarsa aerazione, umidità, muffe, mura scrostate. Questa situazione di invivibilità porta ad altri problemi: sono cresciute le aggressioni all’interno dei penitenziari, sia tra detenuti (+73%) sia nei confronti della polizia penitenziaria (+12,4%). Gli isolamenti sono aumentati del 171% e, nei primi sette mesi del 2026, si contano già 38 suicidi (dopo gli 82 registrati nel corso del 2025), in un contesto in cui le diagnosi psichiatriche gravi riguardano il 9,3% dei presenti. «Nonostante questa situazione – denuncia Antigone – l’attuale Governo, dalla sua entrata in carica, ha introdotto oltre 55 nuovi reati e più di 60 nuove aggravanti, che intervengono sul codice penale e su leggi speciali. A questo si aggiungono oltre 65 inasprimenti sanzionatori».

Il triste primato

In questo quadro le carceri pugliesi mostrano numeri da record, a cominciare da quelli relativi al sovraffollanento: +220% Taranto, +219% Foggia, +195% Brindisi, +188% Lecce, +165% Bari, +141% Trani. In tutti gli istituti monitorati da Antigone, una percentuale elevata di celle presenta uno spazio calpestabile inferiore al limite minimo legale di 3 metri quadrati per persona. Persistono forti criticità legate alla vetustà degli edifici, con carenza di spazi dedicati ad attività lavorative, formative o sociali e problemi legati al comfort termico e igienico. Una situazione sempre più complicata con il rischio reale di nuove sanzioni da parte della Corte Europea dei diritti dell’uomo.