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Ex Ilva di Taranto, la lettera del 13enne malato a Decaro: «Perché vuoi tenere aperto il mostro?» – VIDEO

È un appello diretto e drammatico quello rivolto al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, da Andrea, 13 anni, affetto da una rarissima patologia legata alla mutazione del gene Sox4

Ex Ilva di Taranto, la lettera del 13enne malato a Decaro: «Perché vuoi tenere aperto il mostro?» – VIDEO

«Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto? Noi piccoli tarantini abbiamo paura di diventare angeli». È un appello diretto e drammatico quello rivolto al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, da Andrea, 13 anni, affetto da una rarissima patologia legata alla mutazione del gene Sox4. Il ragazzino è il più giovane tra gli undici cittadini — compresa la madre Simona Peluso — che hanno promosso l’azione inibitoria sfociata nella sentenza della Corte d’Appello di Milano dello scorso 27 luglio, che ha disposto la fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva entro il 28 ottobre per violazioni sui limiti di emissione e presenza di amianto.

Il messaggio, diffuso attraverso i canali dell’associazione Genitori Tarantini, ripercorre la presenza del tredicenne durante le fasi del processo nel capoluogo lombardo e il suo vissuto nei reparti di cura: «Io ci sono stato a tutte le udienze, aspettando nei corridoi del Tribunale – racconta Andrea nella lettera letta nel video –. Ho visto bambini che hanno perso i capelli e altri che non ho più visto, mia madre mi ha detto che sono diventati angeli, ma io ormai sono grande e so cosa significa».

Il giovanissimo Andrea ricorda inoltre di aver già interpellato in passato le istituzioni locali senza ricevere riscontri, prima di rivolgersi direttamente al neogovernatore pugliese per chiederne la posizione sul futuro dello stabilimento siderurgico: «Nel 2021 avevo scritto all’allora sindaco Melucci, mi aveva promesso che ci saremmo incontrati ma non l’ha mai fatto. Ora scrivo a te perché mi hanno detto che sei stato un bravo sindaco. Perché non incontri gli avvocati che per me sono come zii? A te non importa?».