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Spagna travolta dalle proteste sulla casa: “cacerolada” a Madrid e tensione al Congresso

Manifestazione di massa a Puerta del Sol dopo il no di Junts ai decreti di Sánchez: il governo tenta la resa dei conti in Aula

Spagna travolta dalle proteste sulla casa: “cacerolada” a Madrid e tensione al Congresso
(Foto Ansa)

I fischietti e il rumore sordo delle pentole, battute con chiavi, coperchi e cucchiai, ha travolto il centro di Madrid per arrivare fino alle stanze del Congresso spagnolo: centinaia di persone hanno preso parte a una imponente ‘cacerolata’ davanti al municipio della capitale, mentre analoghe manifestazioni di protesta si sono propagate nelle principali città del Paese, da Barcellona fino a Cordoba, per sollecitare i deputati a votare la convalida dei decreti di emergenza abitativa varati dall’esecutivo. La mobilitazione popolare sta crescendo a Puerta del Sol, dove migliaia di manifestanti sono accampati a seguito dello sfratto dell’87enne Maricarmen Abascal, trasformando la piazza centrale nel cuore pulsante della rivolta contro il caro-affitti e la speculazione immobiliare.

​L’afflusso di piazza si è intensificato all’indomani del secco rifiuto espresso nella notte dal partito indipendentista Junts per Catalunya, i cui sette deputati risultano numericamente determinanti per la tenuta della fragile maggioranza guidata dalla coalizione progressista PSOE-Sumar. La formazione presieduta da Carles Puigdemont ha formalizzato in una nota che non convaliderà i provvedimenti governativi, chiedendo all’esecutivo di ritirarli prima del dibattito d’Aula per evitare che generino «l’effetto contrario» con una riduzione dell’offerta e un ulteriore rincaro dei prezzi. Di fronte allo strappo, il premier Pedro Sánchez ha rilanciato la sfida affidando la linea dell’esecutivo a un messaggio diffuso sui propri canali social: «Questo governo non farà un passo indietro nella sua lotta per il diritto alla casa. I decreti che abbiamo presentato servono per frenare la speculazione, facilitare l’accesso alla prima casa, favorire gli affitti accessibili e frenare gli sfratti, come abbiamo visto oggi nel caso di Macarena a Barcellona».

​La votazione parlamentare assume i contorni di un test di sopravvivenza per la tenuta dell’esecutivo nazionale, spingendo il presidente del governo a chiamare le forze d’opposizione e i partner alle loro responsabilità storiche di fronte all’opinione pubblica: «È arrivata l’ora della verità. PP, Vox e Junts devono scegliere: o stanno con la maggioranza sociale o con gli speculatori. Il loro voto li ritrarrà davanti a intere generazioni». Mentre Podemos, il Partito Nazionalista Basco e Coalición Canaria hanno confermato il loro sostegno decisivo al primo e principale decreto, resta incerta la sorte del secondo testo incentrato sul rinnovo automatico dei contratti di locazione; intanto il Sindicato de Inquilinas, promotore del presidio in piazza, ha aperto alla possibilità di proclamare lo sciopero generale in tutto il Paese.