Una densa colonna di fumo nero si è sollevata nella tarda mattinata di oggi dallo stabilimento ex Ilva di Taranto, visibile anche a chilometri di distanza dall’impianto. L’episodio ha interessato l’Altoforno 2, l’unico attualmente in funzione, ed è stato causato dall’apertura di sicurezza delle valvole bleeder. Secondo quanto riportato da fonti sindacali e aziendali, si è trattato di un falso allarme: un guasto al sistema di comunicazione elettrica ha inviato un segnale errato riguardante la portata del vento. I dispositivi di sicurezza della sommita dell’impianto hanno risposto regolarmente al segnale di pericolo fittizio, aprendo i grandi “cappelloni” di sfiato per scaricare la pressione. In condizioni ordinarie, queste valvole restano chiuse e i gas caldi vengono recuperati e depurati.
L’episodio ha sollevato immediata preoccupazione. I delegati sindacali della Uilm hanno inviato una lettera formale al direttore dello stabilimento, Benedetto Valli, chiedendo chiarimenti urgenti sulle cause dell’evento, sulle ripercussioni ambientali e sulle garanzie per la sicurezza dei lavoratori. L’incidente si inserisce in un quadro di forte tensione per il polo siderurgico. L’Altoforno 2 è infatti l’unico attivo: Afo 1 è sotto sequestro da maggio 2025 dopo un incendio, mentre Afo 4 è fermo per manutenzione. L’intera area a caldo viaggia verso lo spegnimento entro fine ottobre, in attuazione del decreto della Corte d’Appello di Milano a tutela della salute e dell’ambiente.
