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Bracciante morto nel Tarantino, gli arrestati sono padre e figlio: nell’inchiesta caporalato e disastro ambientale

Secondo la ricostruzione, la vittima – irregolare e priva di abilitazione – era alla guida di una pala meccanica obsoleta e priva di cinture

Bracciante morto nel Tarantino, gli arrestati sono padre e figlio: nell’inchiesta caporalato e disastro ambientale

Un risparmio illecito sul costo del lavoro di oltre 300mila euro, a fronte di turni massacranti da 12-13 ore al giorno per meno di 3 euro l’ora, e un disastro ambientale nel cuore del Parco regionale Terra delle Gravine.

Sono i dati più significativi che emergono dall’inchiesta della Procura di Taranto sulla morte di Rajwinder Sidhu Singh, bracciante indiano di 38 anni deceduto nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2024 a Laterza. L’autopsia, eseguita all’epoca sulla salma dello straniero, aveva rilevato un gravissimo trauma toraco-addominale.

Oggi la svolta: i carabinieri hanno arrestato l’imprenditore agricolo Giovanni Giannico e suo figlio Carlo. L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Mariano Robertiello su richiesta dei pubblici ministeri Francesco Ciardo e Filomena Di Tursi, ipotizza reati che vanno dal caporalato all’immigrazione clandestina, fino all’omicidio colposo e al disastro ambientale.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima – irregolare e priva di abilitazione – era alla guida di una pala meccanica obsoleta e priva di cinture per trasportare rifiuti plastici da bruciare. Dopo aver urtato una barriera in cemento, Singh sarebbe stato sbalzato dal mezzo.

L’imprenditore aveva inizialmente riferito ai soccorritori dell’ospedale di Castellaneta che si era trattato di un malore.

Le indagini avrebbero invece svelato un sistematico sfruttamento dei lavoratori, quasi tutti del Punjab, costretti a vivere in alloggi insalubri e ricattabili. L’inchiesta ha inoltre accertato un grave inquinamento: i reflui zootecnici dell’azienda venivano convogliati abusivamente in un lago artificiale di scarico all’interno dell’area protetta, dove le analisi hanno confermato il superamento dei limiti di tossicità. Sequestrata anche una discarica abusiva di 21mila metri quadrati; per bonificare la zona serviranno 1,6 milioni di euro.