Oltre mille ettari in fumo in un mese e mezzo. Sono i dati, impietosi, dei danni provocati dagli incendi in Puglia dal primo giugno al 17 luglio.
A diffonderli è la Coldiretti Puglia, sulla base delle rilevazioni provvisorie del sistema europeo Effis di Copernicus, che monitora i roghi attraverso l’elaborazione delle immagini satellitari.
Coldiretti spiega che sono complessivamente 1.041 gli ettari di territorio bruciati, con le situazioni più critiche concentrate nelle province di Lecce e della Bat. L’organizzazione ricorda anche i recenti roghi sul Gargano e a Minervino Murge, dove sono devastati oltre 400 ettari di macchia mediterranea, boschi e sterpaglie.
«Un bilancio che conferma l’elevato livello di rischio per campagne, aree naturali e biodiversità, in una stagione segnata da temperature elevate e condizioni di siccità che rendono il territorio sempre più vulnerabile agli incendi», afferma Coldiretti Puglia.
Nel dettaglio, fa sapere l’associazione, il monitoraggio Ue rileva 399 ettari bruciati in provincia di Lecce, 238 ettari nella Bat, 212 ettari nel Tarantino, 179 ettari nel Foggiano e 13 ettari nel Brindisino.
«Ogni ettaro divorato dalle fiamme rappresenta una perdita irreversibile per il territorio – sottolinea Coldiretti Puglia – perché insieme alla vegetazione vengono distrutti anni di lavoro della natura, produzioni agricole, biodiversità e un patrimonio ambientale che richiederà decenni per rigenerarsi». A ciò si aggiunge «l’abbandono incontrollato di rifiuti nelle campagne» che «aumenta il rischio di propagazione degli incendi – prosegue -, con plastica, pneumatici, sterpaglie e altri materiali infiammabili che diventano un pericoloso combustibile».
Per Coldiretti Puglia «è indispensabile rafforzare ulteriormente la prevenzione, intensificando il presidio delle aree rurali e il coordinamento tra istituzioni, Protezione civile, forze dell’ordine, agricoltori e cittadini».
