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Avetrana, 18enne si toglie la vita: la Procura avvia un’indagine. Ipotesi bullismo e body shaming

Avetrana, 18enne si toglie la vita: la Procura avvia un’indagine. Ipotesi bullismo e body shaming

La Procura di Taranto ha aperto un’indagine conoscitiva, al momento senza ipotesi di reato né indagati, a seguito della morte di una studentessa di 18 anni che si è tolta la vita dieci giorni fa, l’11 maggio scorso, ad Avetrana.

I magistrati tarantini valuteranno se modificare l’iscrizione del fascicolo se dalle prime indagini dovessero emergere riscontri ai sospetti alimentati dai post sui social che parlano di body shaming e bullismo.

Al momento, l’inchiesta si starebbe concentrando sull’analisi del contenuto del telefono della vittima, sequestrato dai carabinieri subito dopo la morte della ragazza.

Gli investigatori per ora hanno ascoltato la famiglia, che non ha ancora sporto formale denuncia.

Il legale dei genitori, l’avvocato Cosimo Micera, ha fatto sapere di aver avviato indagini difensive per verificare se la giovane stesse vivendo una condizione di malessere causata da insulti virtuali.

Il sospetto della famiglia è nato da un post pubblicato su una pagina Facebook alcuni giorni dopo la tragedia, nel quale si faceva genericamente riferimento a «testimonianze» relative a offese rivolte alla 18enne per il suo aspetto fisico.