Imprecisa, lenta e codarda: è la Juventus che si è vista a Reggio Emilia, almeno per 70 minuti. E così un Sassuolo invece temerario ma ben organizzato e coi nervi saldi, riesce a compiere il colpaccio battendo la vecchia signora per 3 a 2, sfruttando i ribaltamenti di fronte forsennati che hanno sbilanciato i bianconeri negli ultimi minuti: il goal decisivo sa di beffa, segnato dall’ex Adzic (ancora di proprietà Juve, salvo eventuale riscatto dal prestito a cui non dovesse seguire il controriscatto). A dare la scossa alla squadra torinese ci aveva pensato il subentrato Zhegrova, che si è dimostrato il solo a comprendere che il tiro in porta fosse l’unica opzione per segnare. Fino a quel momento, infatti, la Juventus – prima di subire la rete dell’1 a 0 di Sebastiano Esposito – aveva tenuto ben saldo il possesso del pallone perlopiù a metà campo, senza mai verticalizzare o premiare un inserimento: emblematiche, a tal proposito, le reazioni di Nico Gonzalez che nel primo tempo non riceve il pallone dopo ottimi spunti di inserimento e si spazientisce. Praticamente tutte le pedine bianconere invece preferiscono palleggiare per non rischiare l’errore, e una volta arrivati sulla trequarti tornano indietro, senza provare neanche il cross. Va da sé che le occasioni latitano e l’avversario morde quando opportuno, soprattutto se la difesa non aiuta salendo male con la linea del fuorigioco in occasione del primo goal e con Kelly che non riesce a contenere gli uno contro uno. Ancora opaco Kolo Muani, questa volta poco servito dai compagni, mentre l’ingresso del gigante Woltemade non ha dato sussulti. Così, la doppietta di Zhegrova non basta ai bianconeri che dopo aver recuperato due volte (a segno anche Bowie per i padroni di casa), soccombono all’ultimo minuto del recupero. La Juventus resta così a 7 punti, in compagnia di Frosinone e Sassuolo.
Il Napoli torna a galla dopo tre scivoloni di fila che hanno complicato l’approccio di Massimiliano Allegri. Gli azzurri, dopo un primo tempo stentato prende le misure del Bologna e passa con un gol di Lobotka su assist del giovane Favasuli, che entra con grande fame e svolta la partita. I partenopei con difficoltà si sbloccano e ripartono all’inseguimento della testa, mentre il Bologna rimane mestamente a un punto. Per Tedesco comincia a farsi dura, vede la partita dalla tribuna per squalifica e mastica amaro: con un punto in quattro gare, se il Bologna non si sblocca presto, rischia la panchina.
Un quadro esauriente della nuova classifica si avrà solo domani quando Roma e Inter cercheranno di proseguire il loro percorso netto scavalcando la Lazio per presentarsi a punteggio pieno al big match del 19 settembre all’Olimpico che darà una prima fotografia attendibile della stagione prima del lungo stop di tre settimane per gli impegni delle nazionali.
