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Elezioni in Svezia: centro-sinistra in vantaggio per un solo seggio, frenano ultradestra e Moderati

Spoglio sul filo del rasoio tra le coalizioni di Magdalena Andersson e Ulf Kristersson: crollo dei Democratici Svedesi e mobilitazione dei Vip locali

Elezioni in Svezia: centro-sinistra in vantaggio per un solo seggio, frenano ultradestra e Moderati
(Foto Ansa)

Il divario tra il blocco di centro-sinistra, guidato dai Socialdemocratici di Magdalena Andersson, e quello di centro-destra, guidato dai Moderati del premier uscente Ulf Kristersson, si è ridotto nel corso della serata a metà dello spoglio: ora tutto rimane incerto, con un solo seggio di scarto tra i due blocchi, che per il momento sarebbe in favore del centro-sinistra, ma il tutto potrebbe cambiare, secondo la proiezione fatta dalla televisione di servizio pubblico svedese, Svt.

Exit poll e mezzo flop dell’ultradestra

Secondo i primi exit poll diffusi dalla tv pubblica Svt dopo la chiusura dei seggi, la coalizione guidata da Andersson è in testa sugli avversari di centrodestra guidati dal premier uscente Ulf Kristersson: ma, soprattutto, a fare notizia è il mezzo flop al quale pare andare incontro l’ultradestra di Jimmie Akesson, considerato dai sondaggi degli ultimi giorni come il possibile vero vincitore della tornata elettorale: la sua formazione, i Democratici Svedesi, secondo i primi dati si è fermata al 17,2%, registrando un salto all’indietro rispetto al 20,5% delle precedenti elezioni. Stando così le cose spetterà ad Andersson formare il governo avviando delle consultazioni che, comunque, saranno tutt’altro che agevoli per l’ex prima ministra nata ad Uppsala.

I dati dei partiti e delle coalizioni

La coalizione di centrosinistra, formata da Socialdemocratici, Verdi, Centro e Sinistra, è in testa al 51,3%: il centrodestra, formato da Moderati, Liberali e Democratici Svedesi (Sd), si è invece fermato al 46,8%: a nulla, quindi, potrebbe essere valso il buon risultato dei Moderati di Kristersson, che secondo i sondaggi rischiavano seriamente di essere sorpassati dall’ultradestra all’interno della coalizione.

I two principali partiti, Socialdemocratici e Moderati, hanno comunque perso voti rispetto alle elezioni del 2022: i primi si sono attestati al 28,4% (-1,9%), i secondi al 18,1% (-1%): un piccolo exploit lo hanno invece registrato i Verdi, con il 7,4% (+2,3% rispetto al 2022): bene anche la Sinistra all’8%, (+1,2%) e il Centro, con il 7,5% (+0,8%): in attesa dei risultati ufficiali, il trend è stato confermato di fatto dai principali exit poll usciti alla chiusure delle urne.

Lo scontro politico e l’affluenza alle urne

Nel quartier generale dei Socialdemocratici a Stoccolma, l’applausometro ha raggiunto il suo livello più alto proprio quando sugli schermi è comparso il risultato dell’ultradestra di Akesson: i Democratici Svedesi hanno battuto in lungo e in largo il Paese, con i loro slogan anti-migranti ma provando al tempo stesso a tenere da parte le loro origini al limite del filo-nazismo per accaparrarsi i voti dell’elettorato moderato.

In tanti, in Europa, si attendevano che l’onda nera partita con il trionfo di AfD in Sassonia-Anhalt facesse tappa anche a Stoccolma, mettendo a soqquadro decenni di politiche sociali e di accoglienza già fortemente minate dai 4 anni del governo Kristersson: «È stata una campagna elettorale sporca, caratterizzata da molte menzogne. Purtroppo, è stata anche una campagna elettorale che è iniziata e si è conclusa con gli Sd che definivano i propri oppositori ‘traditori della patria’», aveva accusato a urne ancora aperte Andersson, facendo particolare riferimento alle minacce subite nella notte di sabato dal sindaco socialdemocratico di Gotenborg Jonas Attenius: alla fine, tuttavia, l’onda nera sembra essersi fermata nel più popoloso Paese della Scandinavia: ad essere determinante, forse, è stata l’altissima affluenza, dalla flessibilità di poter votare in qualsiasi comune o ambasciata di Svezia nel mondo fino a 19 giorni prima del voto.

La mobilitazione delle celebrità e le reazioni europee

Nelle ultime ore, a muoversi contro il possibile ingresso nel governo dell’ultradestra, sono stati anche diversi Vip locali: da Greta Thunberg alla cantante Zara Larsson, fino al compositore degli Abba, Benny Andersson, si sono succeduti gli appelli a votare per il ritorno del centrosinistra – e delle politiche ambientali – al governo: la cantante 28enne Zara Larsson ha invitato i suoi fan a votare per il partito di Sinistra, Vansterpartiet, in una storia pubblicata su Instagram a fine agosto, mentre l’ambientalista Greta Thunberg ha pubblicato venerdì un selfie in cui invita a votare sottolineando che «è ora di mandare il governo a casa», condividendo poi un post della sezione svedese del movimento da lei fondato Fridays4Future che ripete lo stesso messaggio, aggiungendo: «Nessun fascista nel nostro governo. Giustizia ambientale, ora!».

Se i risultati fossero confermati, sarebbe la prima volta da quando nel 2010 sono entrati in Parlamento che i Democratici Svedesi indietreggiano: Kristersson, invece, vedrebbe franare il suo azzardo di aprire le porte dell’esecutivo all’ultradestra. «Per gli exit poll in Svezia vince il centrosinistra. Aprire all’estrema destra non funziona», è stato il commento dell’ex premier e commissario europeo Paolo Gentiloni.

Andersson pronta ad assumere la guida del nuovo governo

In Svezia la leader dei socialdemocratici si è detta pronta a governare all’indomani delle elezioni legislative, che non hanno ancora decretato un vincitore chiaro: «Noi socialdemocratici saremo sempre pronti ad assumerci le nostre responsabilità (…) per il momento siamo in testa. E se questo dato venisse confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo», ha dichiarato Magdalena Andersson rivolgendosi ai suoi sostenitori. Secondo l’emittente pubblica Svt, i partiti di sinistra otterrebbero il 49,4% dei voti, pari a 175 seggi, contro il 49,1% e i 174 seggi dell’alleanza tra destra ed estrema destra, al potere dal 2022.