Una meravigliosa e mostruosa creatura: il Como di Cesc Fàbregas incanta e fa paura ormai a tutta l’Europa. Un risultato straordinario che riscrive le pagine della storia del calcio europeo e regala al Como una notte di pura apoteosi. La formazione guidata da Cesc Fàbregas ha annientato il Lens con un roboante 9-1 in trasferta, conquistando la vittoria esterna più larga nella storia della competizione e volando al quarto posto solitario nella classifica della fase a girone unico della Champions League dopo quattro giornate, a quota 9 punti davanti a colossi come Aston Villa, Manchester City e Barcellona grazie alla differenza reti. Una prestazione straripante che consacra la bontà del progetto tecnico dei lariani, capaci di unire un gioco spettacolare a una concretezza offensiva che vale il titolo di secondo miglior attacco d’Europa.
La partita si è subito messa in discesa grazie all’approccio perfetto degli ospiti, sbloccati dopo appena 7 minuti dalla zampata del centravanti Tasos Douvikas. Nonostante una fase centrale del primo tempo frammentata dal lungo controllo del Var su un rigore poi revocato per un tocco di petto e dal duro scontro aereo tra Marc-Oliver Kempf e l’avversario Branislav Ivanović, il Como ha preso il sopravvento grazie alle giocate di Nico Paz. Al 29 minuto è arrivato il raddoppio firmato ancora da Douvikas, lesto a sfruttare un assist al volo di Alex Valle. Sul finire della prima frazione, al 40, lo stesso Nico Paz ha calciato sotto la traversa il gol del tris, scegliendo di non esultare e di mostrare una maglia speciale in memoria di Jesus de Miguel, l’attaccante del Tenerife tragicamente scomparso in settimana dopo uno scontro di gioco in Spagna, accompagnato dalla scritta «Descances en paz» in omaggio alla sua terra natale.
La ripresa si è trasformata in un vero e proprio monologo biancoblù. Dopo appena due minuti Lucas Da Cunha ha calato il poker, seguito dal colpo di testa vincente di Kempf per il cinque a zero e dalla terza rete personale di Douvikas, che balza così in vetta alla classifica dei marcatori della competizione. Con il risultato in cassaforte, l’allenatore Fàbregas ha concesso spazio ai cambi in vista della prossima sfida di campionato contro l’Inter, ma i subentrati hanno continuato a infierire: il diciannovenne Mattia Liberali ha siglato il settimo gol della sua giovanissima carriera europea, seguito dalla prodezza al volo di Martin Baturina per l’otto a zero e dal sigillo finale del diciottenne Mattia Papaccioli che ha fissato il punteggio sul clamoroso 1-9, reso meno amaro solo dalla marcatura della bandiera locale firmata da Ruben Aguilar.
Un trionfo che va ben oltre la singola notte europea, certificando la definitiva maturazione di una squadra capace di imporre il proprio credo calcistico su ogni palcoscenico e di presentarsi nel migliore dei modi al big match del prossimo fine settimana in Serie A.
