La partita della multiproprietà sullo sfondo del voto bis per eleggere il nuovo presidente della Federcalcio? È l’interrogativo che accompagna le grandi manovre in vista delle consultazioni che si celebreranno il 14 dicembre, le cui risposte potrebbero naturalmente avere ricadute anche sul futuro del Bari.
Ieri sono scaduti i termini per la presentazione delle candidature. Due gli aspiranti presidenti. Giovanni Malagò, già eletto il 22 giugno e poi nominato commissario di se stesso proprio in seguito al polverone sollevato sul caso del vizio di forma riguardante la sua candidatura, torna di nuovo in corsa. Stavolta a sfidare l’ex presidente del Coni sarà Adriano Galliani, già amministratore delegato del Milan, il cui principale sponsor è Beppe Marotta ad dell’Inter.
Ad oggi lo scenario in vista del voto è più che mai incerto, con la Serie A spaccata quasi a metà e le altre Leghe che devono ancora prendere una posizione ufficiale. Il commissario della Figc al momento può contare sul sostegno di 11 club di A, ossia Roma, Napoli, Torino, Bologna, Fiorentina, Frosinone, Udinese, Monza, Parma, Genoa e Lecce. Dall’altro lato l’ex dirigente del Milan ha incassato l’appoggio di Inter, Atalanta e Como. Per ora non si sono ancora schierati Juve, Milan, Lazio, Venezia, Sassuolo e Cagliari. Tra gli sponsor di Galliani vi sarebbe anche l’Aic. A fare da ago della bilancia quasi certamente saranno Serie B, Lega Pro e LND, che insieme, teoricamente, possono spostare poco meno del 50% dei voti.
Il «cavallo di Troia»
La citazione storica è utile per inquadrare la nuova discesa in campo di Claudio Lotito. Il presidente di Lazio e Reggina si è candidato al consiglio federale. Un passo che potrebbe sottendere la volontà di scardinare dall’interno il meccanismo della multiproprietà, perseguendo l’obiettivo dichiarato di modificare l’attuale divieto in vigore dal 1 luglio 2028.
La strada per il senatore di Forza Italia, resta, in linea teorica, in salita. Di recente proprio Malagò, interrogato sul tema, ha evidenziato che «un consenso significativo sembra orientato a mantenere la normativa in vigore», definendo Lotito «un campione nel trovare escamotage». C’è poi il peso politico sulla questione, visto il pressing esercitato dal sindaco di Bari Vito Leccese, con il sostegno bipartisan dei parlamentari pugliesi, nei confronti del ministro dello Sport Abodi. Ufficialmente la Ssc Bari, nel corso delle interlocuzioni con il comitato di garanti, ha fatto sapere che non intende aspettare il 2028 per cedere il club, né modifiche regolamentari. Una posizione da prendere però con le pinze, anche in considerazione della situazione di fortissima incertezza in ambito federale.
Nel frattempo il comitato, che si è riunito ieri sera, ha ricevuto l’integrazione di documenti richiesti alla società pugliese. La riunione è stata aggiornata alla prossima settimana proprio per esaminare le nuove carte.
Il campo
Prosegue la lenta marcia di avvicinamento alla sfida esterna col Picerno, in programma lunedì, alle 20,45. Ieri sessione di lavoro pomeridiana sul terreno dell’Antistadio per i biancorossi. Differenziato per Vicari, Grgic, Darboe e Mantovani. Sotto osservazione il capitano del Bari, uscito anzitempo nell’ultima gara casalinga contro la Scafatese, a causa di un fastidio muscolare. Le condizioni del centrale di difesa romano non destano particolare preoccupazione. Scongiurato il rischio di una lesione per il classe ’96, già vittima di uno stop che lo ha costretto a saltare 3 partite, fra la 7ª e l’8ª giornata di campionato.
Stagione finora non molto esaltante per il 30enne capitolino, probabilmente anche a causa di una condizione fisica che, in generale, non sta aiutando il calciatore ad esprimersi sui livelli già apprezzati con la maglia biancorossa. Non è nemmeno d’aiuto la coperta cortissima in difesa, che di fatto, complice la «lungodegenza» di Vicari, ha indotto Mantovani a gettare il cuore oltre l’ostacolo, nell’interesse della squadra.
