(ANSA) – ROMA, 12 LUG – La Francia ha “una rosa di altissimo livello. Certo, senza francesi”. Parola di Mariano Rajoy, ex primo ministro spagnolo conservatore e in questo caso editorialista per El Debate. Se i Mondiali di casa del 1998 furono quelli della nazionale orgogliosamente Black-Blanc-Beur, questi sono segnati dagli attacchi ai Bleus dai politici delle nazionali avversarie di turno. Quasi una provocazione continua, per vedere se si può deconcentrare una nazionale apparentemente imbattibile, con un ruolino di marcia di 16 reti segnate, due subite e sei partite vinte su sei. Hanno iniziato i paraguaiani, con l’ex portiere Chilavert: “Nel 1998 noi abbiamo affrontato la Francia, ora affronteremo una formazione africana”. Dopo la partita, era stata la senatrice di opposizione Celeste Amarilla a definire Mbappé un “camerunese colonizzato che ha finto di essere francese”. Ma se quelli erano politici di secondo piano, stavolta l’attacco arriva da un ex premier per sei anni e mezzo alla guida di uno dei maggiori Paesi europei. Dure le repliche dei francesi, a partire dall’ambasciata a Madrid: “Tutti i giocatori della nazionale francese sono francesi. Su 26 giocatori, 23 sono nati in Francia. I tre nati all’estero sono anch’essi francesi”. Per il segretario del Partito socialista Olivier Faure “la Francia non è una nazione etnica, non ha un colore della pelle o una religione. È una nazione politica riunita attorno al motto repubblicano. Non me ne voglia la destra razzista”. A rincarare la dose il leader del Partito comunista francese, Fabien Roussel: “Non riescono a trattenersi dall’esprimere un razzismo sordido nel tentativo di innervosire la nostra bella nazionale francese”. Nel governo la ministra dell’Oltremare Naima Moutchou ha parlato di “odio metodico e banalizzato nei confronti della Francia”. E il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha definito l’affermazione “assolutamente inaccettabile”. In attesa delle ostilità sul campo, il governo socialista spagnolo si è schierato coi francesi. Il successore di Rajoy, Pedro Sanchez, ha sottolineato che la Spagna non appartiene “a coloro che la disonorano con dichiarazioni xenofobe”. E il suo ministro dei Trasporti, Oscar Puente, ha definito Rajoy un “idiota post-franchista”. Guardando al campo, le prossime saranno le ultime due partite da ct di Didier Deschamps. Se batterà la Spagna, diventerà il primo ct nella storia a raggiungere tre finali di fila ai Mondiali. L’obiettivo minimo delle semifinali è stato centrato e il due volte campione del mondo (una in campo, una in panchina) è in corsa per diventare anche il primo allenatore dai tempi di Vittorio Pozzo capace di alzare la coppa due volte. Per farlo ha creato un sistema di gioco spumeggiante, anche rivedendo qualche dogma. Un ct intransigente sulla fase difensiva ha accettato la sfida di far coesistere Mbappé, Dembélé, Olise e la staffetta Doué-Barcolà, puntando sul fatto che così tante bocche da fuoco segneranno sempre un gol in più degli altri. Una squadra a trazione offensiva, per scacciare i pregiudizi a suon di reti. (ANSA).
ansa:hashcode: a4ec8177cfa5acdbadc47a746c751b06dd19129ffada67bc95d0ec0a7a768bda
ansa:destination: ANSA per LEDICOLA
ansa:validation: https://trust.ansa.it/a4ec8177cfa5acdbadc47a746c751b06dd19129ffada67bc95d0ec0a7a768bda
