A venticinque anni dalla tragica uccisione di Michele Fazio, Bari rinnova il suo impegno contro le mafie nel ricordo del quindicenne colpito per errore durante una sparatoria tra clan rivali a Bari Vecchia. La commemorazione “Caro Michele” si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro in largo Amendoni, luogo del delitto.
«Oggi voglio ricordare Michele», ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. «Me lo immagino quarantenne, con una famiglia e un lavoro. Oggi possiamo dirgli che non giriamo più la testa dall’altra parte». Decaro ha sottolineato come quel sacrificio abbia cambiato la storia del quartiere, un tempo ostaggio della criminalità e oggi simbolo di riscatto. Forte la testimonianza dei genitori, Lella e Pinuccio Fazio, da anni impegnati nelle scuole e persino nelle carceri. «Per noi è come se fosse quel giorno, ma abbiamo scelto di non chiuderci nel dolore», ha detto la madre, lanciando un appello alle donne delle famiglie mafiose affinché aiutino a cambiare mentalità. Il padre ha aggiunto: «Lo immaginiamo adulto e in divisa, sognava di fare il carabiniere. Giriamo l’Italia per evitare che altri genitori piangano un figlio».
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha ribadito il valore di una memoria che “è più forte del tempo che scorre”, ricordando che sebbene Bari Vecchia sia cambiata, la criminalità impone di non abbassare mai la guardia: la mobilitazione civile deve restare un dovere quotidiano per tutta la città.
