Le prossime date per la vertenza Natuzzi sono quelle del 4 giugno in Regione Puglia e dell’11 giugno al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Intanto, i sindacati del mobile e del commercio hanno ribadito al Mimit la contrarietà alle ipotesi illustrate dal gruppo pugliese dell’arredamento, specializzato nella produzione di divani e mobili imbottiti, che prevedrebbero la chiusura di tre stabilimenti e una riduzione dell’attività produttiva in Italia in favore dei siti esteri.
«La crisi di Natuzzi non va scaricata sulle lavoratrici e sui lavoratori del Gruppo. Ci vuole una regia istituzionale forte in grado davvero di tutelare il Made in Italy e di fermare le delocalizzazioni» è stato ribadito nell’ultimo incontro alla presenza del ministro Adolfo Urso e della sottosegretaria Fausta Bergamotto.
La posizione
«Condividiamo l’invito del ministero a tutte le parti sulla necessità di costruire una soluzione condivisa, capace di superare l’attuale situazione di anomalia nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e di restituire alla vertenza una vera prospettiva industriale» affermano ancora le sigle sindacali che aggiungono: «L’azienda, da parte sua, ha illustrato una serie di iniziative articolate per fasi che, tuttavia, presentano elementi fortemente critici e peggiorativi rispetto alle ipotesi già precedentemente prospettate, tra cui la chiusura di tre stabilimenti». Così giovedì 4 giugno saranno affrontati i temi sul calendario delle sospensioni e gli eventuali incentivi all’esodo. «L’incontro dovrà collocarsi in continuità con l’intesa sottoscritta al ministero del Lavoro», come dicono i sindacati che evidenziano come nella data dell’11 giugno «l’azienda dovrà presentare in modo compiuto il nuovo piano industriale, oggi soltanto accennato».red.eco.
